lunedì 27 ottobre 2008

Vera Martino, un'artista straordinaria







Intervista esclusiva realizzata il 27 Ottobre 2008 da Ilaria Solazzo a Vera Martino per ‘castzine’.



Guardando gli scatti realizzati sino ad oggi da Vera Martino, mi sono subito resa conto che il suo modo di lavorare, è privo di quella patinatura che spesso i professionisti del settore utilizzano, per essere sicuri che il proprio lavoro venga apprezzato.
La scelta delle inquadrature della fotografa Martino hanno un taglio molto personale, non documentano la realtà ma la fanno vivere nell’interezza, in ogni sfumatura, in ogni colore.

D. Chi è vera Martino?
R. Sono nata a Montesano sulla Marcellana in provincia di Salerno. Paese che domina il Vallo di Diano arroccato sui monti all’estremo sud della Campania. Era una domenica di Marzo, sono nata sotto il segno dei pesci. Amo l’arte da sempre in tutte le sue forme, pittura, scultura, musica, teatro, poesia, letteratura. Mi sono diplomata al liceo artistico C.Levi di Eboli. Ho frequentato l’accademia di Belle Arti di Firenze scenografia senza però terminare il corso di studi. Dopo una breve esperienza nell’Insegnamento, essendo vincitrice di un concorso nelle Ferrovie, ora lavoro per la Direzione di Trenitalia. Vivo in Toscana ad Empoli dall’millenovecentosettantanove e lavoro a Firenze. Per molti anni ho fatto parte del gruppo stabile del Teatro Shalom di Empoli. E ancora adesso, anche se saltuariamente disegno bozzetti per costumi e scenografie per la Compagnia Teatrale di Giampiero Becherelli attore teatrale di fama nazionale. La mia vera passione e dipingere e scolpire, ma con il lavoro ho pochissimo tempo e allora scatto, scatto, scatto foto, ma sono solo una dilettante. Volendo può visitare il mio blog: http://panzarotto.fotopages.com, (Alba Solare.fotopages.com).
D. Hai fatto qualche corso di fotografia?
R. No, non ho mai seguito corsi di fotografia.
D. Quando hai iniziato a fotografare?
R. Da ragazza, per divertimento e curiosità.
D. Attrezzatura fotografica usata?
R. Inizialmente avevo una piccola macchina avuta in regalo, di cui non ricordo nemmeno la marca, poi una Yashica, adesso uso una Nikon digitale. Con sincerità non ho particolari interessi nei confronti delle macchine fotografiche, per me sono solo uno strumento, un mezzo, per fermare un attimo, per ancorare un’emozione ad un’immagine.
D. Sei fotografa per passione o per professione?
R. Passione, solo per passione. Per una forte affascinante attrazione per la luce, i colori, la realtà. Fotografo senza pretese, lo faccio solo per creare, per raccontare e trasmettere emozioni.
D. Uno scatto al quale sei particolarmente legata?
R. Non c’è ne una in particolare, ma tante. Tutte le foto che hanno cristallizzato, fermato nel tempo un immagine, un fiore, un volto, un tramonto, prima che tutto sparisse nei ricordi.
D. Il genere fotografico che preferisci qual è?
R. Immagini macro, perché riservano infinite sorprese, (permettono di vedere da vicino il cuore della realtà), ed anche quelle che si ispirano alla quotidianità raccontandone le varie storie.
D. Un episodio che vorresti raccontare legato alla tua esperienza in veste di fotografa?
R. Ero a Parigi nei pressi dell’Opera quando vidi un gruppo di netturbini con delle tute dai colori sgargianti, che con piacere avrei fotografato. I netturbini, però vedendomi armeggiare con la macchina fotografica, inizialmente mi guardarono con sospetto, per poi concedermi la facoltà di ritrarli durante il loro lavoro. Ricordo ancora i loro sorrisi ed il loro grazie, per averli resi ‘protagonisti’ dei miei scatti.
D. Quando rivedi le prime fotografie scattate, cosa pensi?
R. Le guardo con indulgenza , tenerezza, nostalgia.
D. Nel primo scatto da te realizzato chi hai ritratto? Perché?
R. Il mio paese ed i miei fratelli.
D. Quale tipo di territorio senti il bisogno di raccontare nei tuoi lavori?
R. Il mio paese, la mia regione d’origine, la Campania, terra affascinante e bellissima dove affondano le mie radici. Adoro il mare per la sua immensità misteriosa, per il movimento lento e sensuale che accarezza quando con calma ti lambisce, e la sua forza prorompente quando si alza ululando, che scuote che vibra , che vive come la vita. La Toscana è il paese che mi ospita, regione ricca di concentrazione, di un patrimonio naturalistico, storico, architettonico e artistico immenso, con paesi e borghi, dolci paesaggi pieni di tradizioni, di cultura e di storia che mi incuriosisce e mi attrae.
D. Quanto lavoro c'è dietro alle tue opere?
R. Attualmente fotografo nei momenti in cui la mia attività lavorativa me lo permette. Per questo adoro fotografare, perché lo si può fare ovunque e comunque, anche se si ha poco tempo.
D. Come vivi il giudizio della critica nei tuoi confronti?
R. Non faccio molto caso alla critica, l’unica cosa che mi gratifica è quando qualcuno guardando una mia foto, ne coglie il senso e si emoziona.
D. Quali sono i tuoi fotografi preferiti?
R. Haas, Bresson, Man Ray, Doisneau, Fratelli Alinari e molti altri.
D. C’è qualcosa che collezioni?
R. Se ti riferisci a corredi di macchine fotografiche, no, ma ho molte singolari collezioni come scatoline d’argento e campanelli di cristallo.
D. Cosa ne pensi del mercato dell'arte italiano e in particolare di quello fiorentino? Ti sembra che dia possibilità ai giovani artisti?
R. A Firenze come in qualsiasi città, non è certamente facile iniziare ed imporsi, soprattutto, nel mondo dell’arte. Oggi a mio parere, non ci sono più mecenati, ma solo commercianti.
D. Tutto si trasforma in questo mondo, in particolare si corre alla velocità della luce e quindi tutto quello che sta dietro deve correre alla stessa velocità. Molto spesso i tuoi scatti contengono una personalizzazione tutta tua. Infatti il tuo modo di lavorare identifica la mano che ha fatto il click e nel settore capita molto spesso di capire dal tipo di immagine chi l’ha scattata. Per te questo può essere motivo di orgoglio? Perchè?
R. Certo, sicuramente , tutto questo determina uno stile.
D. Sogno nel cassetto?
R. Aprire uno studio ed avere tutto il tempo non solo per fotografare, ma anche per dipingere e scolpire.