sabato 26 aprile 2008

Susy Pilia e la sua vita da fan napoletana













Intervista esclusiva realizzata il 26 Aprile 2008 da Ilaria Solazzo a Susy Pilia per ‘castzine’.

Susy Pilia è nata a Napoli il 30 luglio 1980 sotto il segno del leone.
Si definisce dolce, romantica, testarda e determinata.
Attualmente e' iscritta alla facoltà di Lettere presso l’università Federico II di Napoli.
Il suo hobby preferito è la palestra, ed è una grande fan di Lorella Cuccarini "la più amata dagli italiani" che segue da quando aveva 10 anni.

D. Cosa significa essere fan di qualcuno?
R. Seguire un personaggio famoso in tutto il suo percorso artistico.
D. Per ritenersi una vera fan, quali sono le tappe da seguire?
R. Conoscere bene la vita del personaggio e tutta la sua carriera artistica.
Incoraggiare il personaggio ogni volta che inizia un nuovo progetto facendogli sentire il proprio sostegno e se è possibile seguirlo anche dal vivo.
D. Bisogna essere iscritti ad un club per essere dei fan?
R. Secondo me, non è per forza necessario.
Sono dell’avviso che l’ammirazione verso un personaggio è qualcosa che si prova indipendentemente dall’iscrizione ad un fanclub.
D. Lei è iscritta ad un fanclub? Perché?
R. Faccio parte del ‘Lorella Cuccarini official fan club’ dal 1995, perché è Lorella è il mio idolo da quando ero piccola, ed ho sempre seguito le varie tappe della sua carriera.
D. Quali vantaggi offre l’essere socia di un club?
R. Si conoscono molte persone con cui poter condividere la stessa passione e se si è fortunati nascono belle amicizie con altri ragazzi e ragazze…a me è successo.
D. I fan ufficiali cosa ricevono in regalo?
R. Notizie esclusive sulla nostra beniamina.
Gadget e foto introvabili, un biglietto di auguri personalizzato per il compleanno…un giornalino che la redazione del ‘Cuccarini fanclub’ invia ai suoi iscritti tre volte all’anno.
E poi la partecipazione a feste e raduni con la propria ‘star’…ma non solo, anche l’opportunità di prenotare i posti per poterla ammirare dal vivo nei suoi spettacoli televisivi e teatrali.
D. Il filosofo George Santayana scrisse: « Il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno », lei come commenta quest'affermazione?
R. Bisogna sempre avere grande umiltà, non bisogna sentirsi mai arrivati, ma bisogna sempre migliorarsi raddoppiando i propri sforzi.
D. Cosa l’ha spinta ad iscriversi a questo fanclub?
R. La stima che ho per Lorella donna e personaggio pubblico.
D. Cosa le piace della Cuccarini?
R. La reputo intelligente, molto simpatica ed è anche una grande professionista.
Una donna che ha saputo arrivare al successo con le proprie forze, che è riuscita a costruire anche una splendida famiglia.
D. Qual' è la prima cosa della sua carriera che più le è rimasta nel cuore?
R. La mitica sigla ‘La notte vola’ che fu un vero successo, e che lo è ancora oggi.
D. Ha detto che il club è un gruppo di persone unite da un interesse comune che si riuniscono, solitamente in una sede, per dialogare o coltivare interessi comuni, a lei è successo di ritrovarsi in raduni?
R. Si in occasione del primo raduno ufficiale del fan club tenutosi a Roma.
Fu una bellissima esperienza, che mi ha consentito di incontrare tanta gente che come me ammira e segue la Cuccarini.
D. Lei si sente affine al suo idolo?
R. Si molto. La reputo una donna seria, perché si e' fatta strada da sola senza scendere a compromessi.
Anch’io sono cosi, cerco sempre di raggiungere i miei obiettivi con le mie sole forze.
E poi siamo tutte e due del segno del leone!
D. La più amata dagli italiani cosa ha fatto di 'speciale' per conquistare la sua attenzione?
R. La semplicità e l'umiltà che la contraddistinguono mi hanno colpita da subito, e anche il suo essere anti-diva, insomma una persona normalissima.
D. I fans in quante categorie si possono suddividere?
R. I fans accaniti, cioè quelli che seguono il proprio idolo ovunque e che sono disposti a fare vere e proprie trasferte, e quelli meno favorevoli a questi spostamenti, ma che comunque riescono a seguire il personaggio amato attraverso giornali, tv ed internet.
D. Dovendogli dare un nome?
R. Si suddividono in fans accaniti e fans moderati.
D. Lei in quale di queste fazioni si colloca?
R. La seconda…diciamo che mi sposto, ma entro una certa distanza, non sono disposta a fare vere e proprie trasferte.
D. La cosa più 'pazza' fatta per riconoscenza verso la sua 'starlette' televisiva?
R. Andare per una intera settimana fuori al teatro Augusteo di Napoli per salutarla ogni sera al termine del musical ‘Sweet Charity’.
D. Che rapporto si è instaurato tra voi?
R. Un bel rapporto, tanto è vero che vedendomi in questi anni ad assistere ai suoi spettacoli Lorella ha imparato perfettamente il mio nome.
D. Lei colleziona tutto ciò che riguarda il mondo cuccariniano?
R. Si certo. Registro ogni suo programma e ospitata televisiva, ho tutti i suoi dischi, acquisto ogni giornale dove c'e' lei…ho una vera e propria collezione.
D. I suoi sogni per il futuro?
R. Dopo la laurea vorrei lavorare nel settore archivistico-bibliotecario oppure insegnare possibilmente alla scuola materna.
Inoltre vorrei costruire anche una mia splendida famiglia.

domenica 20 aprile 2008

Lisa Fusco sogna Hollywood







Intervista esclusiva realizzata il 20 Aprile 2008 da Ilaria Solazzo a Lisa Fusco per `castzine´.




Chi scommette su Lisa Fusco può solo vincere.
E’ lei la nuova trasformista della TV.
Un’ Italia moderna si può fare solo se ci sono personaggi simpatici e freschi come la subrettina campana.




D. Le fa piacere essere conosciuta come "La subrettina"?
R. Sì, certo che mi fa piacere, ma penso che sia ora che mi si conosca anche come Lisa Fusco colei che dà vita alla subrettina, perchè credo di poter comunicare al pubblico anche con altri personaggi in futuro, non nego che per ora Lisa Fusco e la subrettina sono più riconoscibili e sfrutterò ancora questo personaggio.
Lisa Fusco e la subrettina sono identificate nelle stessa persona, ma io sono molto diversa dalla svampita subrettina dai codini da lolita sexy, io sono davvero molto introversa e timida anche se non lo si direbbe.
D. Ha cominciato da Canale 9 per arrivare a comparsate sulle reti nazionali, cosa può darci a tal proposito?
R. Ho iniziato dall'emittente più importante della Campania da dove sono usciti personaggi nazionali come Izzo e Rosaria Porcaro.
Telegaribaldi è un caro ricordo che porto nel cuore perchè lì ho imparato tanto.
D. Che studi ha effettuato prima di diventare ‘celebre’ in Italia?
R. Addirittura celebre! Mi sono diplomata in grafica pubblicitaria, e non ci crederete mai ma ero la prima della classe.
D. Ha dichiarato in passato che lei canta, balla e interpreta "macchiette napoletane", cosa intende comunicare con questa frase?
R. Che sono completa rispetto a tutte quelle che fanno spettacolo.
D. Quanti cd ha inciso sino ad oggi?
R. Quattro e tra breve uscirà il quinto cd dal titolo ‘Gocce di Lisa’ dove ci sono tutte le canzoni di ‘Tintoria’.
D. Qual è la canzone che ha cantato che preferirebbe riproporre al suo pubblico ogni qualvolta ne ha la facoltà?
R. “Il mambo di Salvatore”, perché è il mio cavallo di battaglia ed è stato il pezzo che mi ha fatto conoscere in tutta la Campania.
D. E´ stata definita `capatosta´, lei ritiene che sia vero?
R. Dipende in che contesto...va bè dopo avermi vista sull’isola dei famosi sicuramente tutti avranno pensato che sono stata proprio una capatosta. Ebbene sì, lo sono…e menomale!!!
D. Ho saputo che anni fa a Napoli sono state vendute delle bambole che riproponevano le sue fattezze. Che effetto le ha fatto vedersi `trasformare´ in un giocattolo?
R. Ricordo ancora il mio stupore, ero davvero incredula.
D. In un videoclip si nota la sua elasticità fisica, chi le ha insegnato a eseguire spaccate a ripetizione?
R. Da sola. La mia è una spaccata naturale.
D. Qual è il suo segno zodiacale?
R. Sono scorpione ascendente vergine.
D. Tra il canto, il ballo e la recitazione quale disciplina sente più affine al suo modo d´essere?
R. Sono un po’ l'insieme delle tre cose, l'una tira l'altra.
D. Si è pentita di aver partecipato a `L´isola dei famosi 5´?
R. Assolutamente no, perchè a me è servito come trampolino di lancio.
Sò che molti avrebbero voluto essere al mio posto.
Simona Ventura mi ha scelta, perchè sono un persona simpatica e quindi ha puntato su di me.
D. Come è stata accolta dai napoletani dopo la sua uscita dal reality targato Raidue?
R. Come la vincitrice.
D. Che rapporto ha instaurato con la Ventura?
R. Di stima e di amicizia…di certo non vado a casa sua a pranzo, ma sono una sua creatura.
D. Come pensa di essere vista dalla gente?
R. Spero bene.
D. Il viaggio più bello è stato in...?Perchè?
R. In Honduras! Non c'è bisogno di spiegare il perché.
D. Che rapporto ha con la tecnologia?
R. Molto buono.
D. Lisa spettatrice guarda `Grande fratello´, `X factor´ oppure `I raccomandati´?
R. Tutte e tre perchè guardo tanta televisione.
D. Il suo uomo ideale come dovrebbe essere?
R. Mi deve prendere la testa.
D. In amore cosa le piace?
R. Il corteggiamento che oggi non esiste più.
D. L’aggettivo che la descrive meglio è?
R. Vera.
D. Cos’è la prima cosa che fa quando si sveglia?
R. Accendo il mio cellulare ed il computer.
D. La sua STAR preferita chi è?
R. Madonna.
D. I colori che ama sono?
R. Il rosso ed il verde.
D. Ultimo libro letto?
R. ‘Uno, nessuno e centomila’ di Pirandello.
D. Tra Claudio Santamaria, Ciro Esposito e Nicolas Vapodiris con chi andrebbe in viaggio?
R. Nessuno dei tre, perchè non li conosco.
D. Si sente pronta per la prova costume?
R. Me lo sono appena tolto.
D. Una band che considera irresistibile?
R. I marron 5.
D. Per avere una pelle sempre perfetta usa una crema idratante?
R. In genere non uso creme.
D. Nella sua trousse da borsetta cosa non deve mai mancare?
R. Il rossetto rosso fuoco.
D. Una sua mania?
R. Non faccio mai nulla senza prima consultare il mio astrologo di fiducia Lao Wang.
D. Per perdere peso in bellezza e con piacere cosa fa?
R. Faccio l’isola!
D. La sua giornata tipo quando non lavora?
R. Sono con Lao Wang a telefono, scherzo e cerco di studiare x migliorarmi.
D. Quale consiglio vuole dare a chi sta iniziando questo mestiere?
R. Non mi permetto di dare consigli, ma se lo devo proprio fare direi di essere determinati e ‘capatosta’ come me.
D. Sogno nel cassetto?
R. Continuare a sognare.
D. Con chi vorrebbe lavorare in TV?
R. Con i più grand,i perchè solo così si può migliorare.
D. Quale messaggio vuole lanciare ai suoi fans?
R. Ai miei fans lancerei solo rose, come faceva Vanda Osiris.
D. A cosa sta lavorando attualmente?
R. Dopo ‘Tintoria show’ sono piratessa nel programma di Gregorio Paolini ‘Pirati’ in onda su Rai2 in seconda serata ogni giovedì e poi sto recitando in ‘Un posto al sole estate’.
D. Obiettivi futuri?
R. Hollywood!!!
Sto preparandomi all'uscita del mio quinto cd dal titolo ‘Gocce di Lisa’.
L'idea mi è stata data da Celeste Laudisio autore e regista di ‘Tintoria’ il quale mi ha firmato quasi tutte le canzoni.
Lui è stato insieme a Simona Ventura l'autore che mi ha voluto sull'isola dei famosi 5.
Il mio cd uscirà a maggio in tutta Italia con in regalo un profumino, ecco il motivo per il quale l’ho intitolato ‘Gocce di Lisa’.

martedì 1 aprile 2008

Michelangelo Gregori regista del cortometraggio ‘I benefattori’




Intervista esclusiva realizzata l’1 Aprile 2008 da Ilaria Solazzo a Michelangelo Gregari per “castzine”.

Michelangelo Gregori è nato il 27 Marzo del 1981.
Regista, sceneggiatore ed attore ha collaborato con il metrico e poeta latino Mons. Antonio Pelosi e con il fotografo professionista M. Di Giovancarlo.
Nel 2005 ha lavorato con l'associazione Arci L'IGUANA all'organizzazione della prima edizione del ‘Bolsena corto festival’ rassegna di corti Bolsena (VT) e l’anno successivo in qualità di co-autore e curatore della televisione libera on line SBOBTV con l'associazione SBOB e sempre nel 2006 alla realizzazione della prima rassegna del cortometraggio PORTER Pub (Viterbo).
Nel 2007 è stato alla direzione artistica del Primo Festival delle Arti di Grotte di Castro.
E’ autore del Romanzo "MI HA PORTATO UNA CICOGNA UBRIACA".





D. Che studi ha eseguito per diventare regista?
R. Partiamo dal presupposto che l’accademia è cosa forviante e serve molto di più la “bottega” come diceva Pasolini.
Ho iniziato il mio percorso molto prima di andare a Roma in una scuola di cinema, che comunque per un 30% serve sempre come impostazione, nel mio caso, mi sono sempre dimenticato di andare a ritirare il diploma.
D. Ricorda l’attimo in cui la sua mente le ha trasmesso chiari segnali di totale predisposizione alla regia?
R. Precisamente, l’attimo esatto, proprio non lo ricordo, visto che in queste cose esistono solo concatenazioni di causa ed effetto…è stato un susseguirsi di avvenimenti, posso magari dire che ho capito di essere portato riguardo questo lavoro in maniera NATURALE perché ognuno di noi ha un dono!
D. Quali prerogative deve avere una persona per poter lavorare con lei nell’interpretazione di un personaggio in un suo film?
R. La prerogativa è solo una, darmi retta e fidarsi di me!
D. Nel momento in cui porta in scena una sua sceneggiatura riesce a rimanere fedele al testo o i budget a volte condizionano le sue scelte?
R. Purtroppo, a volte si inizia a scrivere una storia sapendo poi in che modo essa può essere realizzata, ma la sceneggiatura, come a teatro è sempre e solo un canovaccio poi essendo spesso autore di ciò che dirigo è più facile suffragare a perdite di stile durante una realizzazione!
D. Avendo alle spalle esperienze professionali come regista di documentari, può dare dei consigli a coloro che vorrebbero imparare a confezionarli?
R. La prima cosa, se fai questo per mestiere è tenere conto del fattore A CHI LO VOGLIAMO VENDERE?, la seconda è fare un prodotto che ci piacerebbe vedere e non la solita blaterazione sul semplice fatterello che si porta in video.
D. Che rapporto ha con la tecnologia?
R. Ottimo oramai, le nuove tecnologie, che vanno dal digitale ad internet hanno portato una grande possibilità di espressione e una nuova comunicabilità.
D. Quali tematiche sviluppa nelle sue sceneggiature?
R. Come sempre, si parla di cose che si conoscono.
Scrivere un film significa dar vita in maniera fittizia ad avvenimenti che conosciamo, che amiamo o che sogniamo, quindi ogni pretesto è buono, dall’amicizia al sesso!
D. Il primo e fondamentale passo nella realizzazione di tutte le opere cinematografiche qual è?
R. Voler raccontare, avere qualcosa da dire, e non solo perché per conoscenza o altro ti danno soldi per realizzare un opera!
Poi magari puoi far soldi a palate con quattro vaccate, ma va bene tutto!
D. Rispetto ad un testo teatrale in cosa si differenzia una sceneggiatura?
R. Siamo su due piani espressivi estremamente diversi, sia nel modo di scrivere che di realizzazione.
Come è giusto che sia, il teatro ha un modus tutto suo che non coincide con la realizzazione filmica, e viceversa!
D. Oltre il racconto cos’altro si scrive su una sceneggiatura?
R. I dialoghi!
D. Sogno nel cassetto?
R. La pace nel mondo, tanto dicono tutti così, o magari per una cosa più semplice meno amicizie e raccomandazioni nel mondo dell’arte!

sabato 22 marzo 2008

Vittorio Di Rocco eccellente coreografo italiano all’ Opera di Nizza





Intervista esclusiva realizzata il 22 Marzo 2008 da Ilaria Solazzo a Vittorio Di Rocco per 'castzine'.


Vittorio Di Rocco eccellente coreografo e danzatore italiano nel 1990 si diplomò presso il "Centro di Danza Internazionale di Rosella Higthower" a Cannes.
L’anno successivo lavorò come ballerino solista con la compagnia di Pamela Plaire a Limoges e sempre nel 1991 vinse il premio d’interpretazione al Concorso Wolinnine a Parigi.
Nel 1992 entrò al Grand Théatre di Limoges sotto la direzione di Alain Wata e nel 1993 lavorò a Bordeaux sotto la direzione di Vladimir Skourattof per Mr.Savary.
Dal 1993 al 1997 lavorò al Teatro di Erfurt in Germania, direttore Jurgen Heiss.
In quel periodo cominciò la sua attività di coreografo.
Successivamente fu ingaggiato all’Opera di Nizza sotto la direzione di Marc Ribaud dove si cimentò in stili diversi: N.Christe, R.Wherlock, J.Cranko, Y.Vamos, M.Naisy, R.North, Mauricio Wainrot, Hans Van Manen, Morice Béjart.
L’ultima sua creazione, per il Balletto dell’Opera di Nizza, “Issue de Secours” nacque dalla collaborazione con un giovane musicista,
Samson Gazagnes “BPITCHCONTROL-BERLINO”.
Per Balletto ’90 diretto da Paola Catalani, nel mese di Giugno del 2005 creò per la prima volta in Italia, “Open Source”.
In Italia insegna presso lo I.A.L.S. e il centro A.I.D. di Roma, tiene seminari in tutta Europa ed è coreografo residente presso l’Opera di Nizza, diretto da Marc Ribaud e il Jeunes Ballet de Cannes, diretto da Monique Loudières.

D. Quanti anni aveva quando ha incominciato a danzare?
R. Ho iniziato la danza all’ età di 11 anni.

D. Quali studi ha seguito per diventare un numero uno nel suo campo?
R. A Fossano, (Cuneo), dove sono nato, ho mosso i miei primi passi grazie a Mirta e Marcello Aulicio provenienti dal Teatro Colon di Bueno Saires.
All’ età di 14 anni passo il concorso di ammissione al Centre de Danse International Rosella Higthower a Cannes dove mi diplomo all’ età di 18 anni.

D. Cos’è per lei la danza?
R. Riassumerei la risposta con queste poche righe:
“Il pensiero diventa movimento e azione ed è il corpo che parla e racconta la mia storia,
i miei sentimenti, le mie emozioni. Ognuno di noi ha una storia e sono appunto queste storie che raccontano la storia dell'uomo. "

D. Tra i suoi insegnanti chi è quello che l’ha resa a suo parere un valido professionista?
R. Naturalmente in primis, Mirta Aulicio, perché è stata capace di trasmettermi il suo Amore per questa arte, riusciuscendo ad andare oltre al semplice lavoro tecnico, insegnandomi a liberarmi dalle mie paure e vergogne.
La spiritualità che risiede in ognuno di noi, si insidia nel più profondo del nostro Essere e credo che sia necessario liberarla nella più giovane età, questo lo devo a lei e anche a mia Madre che attraverso il suo sostegno a reso possibile che tutto ciò si realizzasse!
Un grandissimo ricordo lo porto anche per il Maestro Josè Ferrand, (centre International de Danse Canne), il suo metodo d’ insegnamento ha forgiato il mio lavoro tecnico.
La precisione e la dinamica della sua tecnica hanno fatto di lui uno dei migliori insegnanti che la danza abbia mai avuto.
Mi ritengo veramente fortunato ad aver avuto la possibilità di averlo come Maestro!
Jurgen Heiss, (discepolo del grande Maestro Jhon Cranko), perché possedeva le qualità di Coreografo e Regista, con lui non era mai solo la danza, e non era mai solo l’ interpretazione.
Le sue creazioni richiedevano un’ altissimo livello tecnico e la preparazione psicologica di un attore, lavorare con lui è stato molto interessante e veramente appassionante!

D. Come trova la situazione della danza contemporanea in Italia?
R. Non molto bene, a dir poco disastrosa!
In Italia, secondo me, c’è molta confusione quando si parla di danza contemporanea spesso ci si rende conto che altre discipline ne vengono a far parte mescolandosi nel già regnante grosso pentolone che bolle.
I continui tagli alle sovvenzioni delle compagnie private e teatri, la distribuzione spesso inadeguata dei pochi fondi che restano, giustificano in parte il disastroso panorama artistico, attuale, nel nostro paese.

D. Insegnare allo IALS per tanti è un punto d’arrivo, per lei, invece, cosa rappresenta?
R. Insegnare presso lo IALS di Roma è certamente un’ esperienza interessante, non la definirei certamente come punto d’ arrivo, ma più che altro come veicolo motorio, un’esperienza nuova che probabilmente sviluppa la capacità dell’insegnante a sapersi adattare in situazioni non omogenee e a allievi tecnici, che spesso, cambiano ogni giorno.
Nell’ ambito dell’insegnamento della Danza in Italia, in questo tipo di strutture, lo IALS resta in ogni modo un punto di riferimento dove moltissimi artisti hanno sia la possibilità di studiare varie discipline, che la possibilità di farsi notare e trovare ingaggi di lavoro.

D. Che rapporto ha con i suoi allievi? E con i suoi colleghi?
R. Al principio si tenta sempre di mantenere le distanze e di non dare troppa confidenza a nessuno, poi ci si rende conto che per quanto si tenti di porre queste barriere si legano rapporti amicali e affettuosi.
Io penso che se si lavora in armonia, si lavora meglio, il fattore rispetto è vitale ognuno di noi deve esserne cosciente, credo questo sia importantissimo.
Per quanto riguarda i miei colleghi, la vedo nello stesso modo, come in tutti gli ambiti professionali può capitare che si creino situazioni di tensione, alle volte non è stato facile…odio sprecare le mie energie per fare la guerra.

D. Per la creazione di uno spettacolo è importante avere danzatori tecnicamente preparati?
R. Certamente, ma preparati per il mio tipo di lavoro può voler dire non abbastanza preparati per quello di un’ altro coreografo e vice versa!
Alla base di ogni buon artista, ci deve essere una formazione generale solida e polivalente,
oggi un ballerino non può più permettersi di studiare una sola disciplina.
In seguito entrano in gioco tanti altri fattori, le capacità fisiche, la capacità di saper lavorare in gruppo, l’iniziativa personale del singolo artista, l’adattarsi rapidamente ad un nuovo stile di lavoro, la capacità di apprendere rapidamente le nuove coreografie, pur troppo i tempi di prova sono sempre più ristretti a si chiede troppo spesso l’ impossibile, il che troppo sovente va a discapito della qualità del lavoro.

D. Il programma ‘Amici’ di Maria De Filippi trova che sia fondamentale per chi vuole lavorare nei musical?
R. Non direi necessariamente fondamentale, ma potrebbe essere un punto di partenza.
L’Italia sfortunatamente per la nuova generazione è il paese d’Europa dove la televisione sta portando via tantissimi giovani dalla lettura, dalla musica, dalla pittura ecc.
Credo che troppo spesso l’informazione che riceviamo dai media non siano esattamente giuste o leggermente errate.
L’informazione che riceviamo va a lavorare troppo spesso sull’illusione che i giovani si possono fare di certe determinate situazioni artistiche, quindi si generano dei miti o artefatti che in realtà non sono reali.
Certamente grazie a questo tipo di trasmissioni, la danza è arrivata direttamente a casa di ogni italiano, molti dei quali ,sicuramente prima, ne ignorava addirittura l’esistenza a livello professionale.

D. La sua famiglia sostiene il suo lavoro?
R. Se non fosse stato così, non avrei avuto oggi, la fortuna di poterne parlarne!

D. Quali requisiti occorrono per potersi definire degli insegnanti di danza?
R. Secondo me troppi da poterli elencare qui in questo momento, ne citerei alcuni che personalmente ritengo essenziali: per prima cosa in assoluto la Generosità e l’Amore , sotto ogni sua possibile forma. Ma pur troppo solo questo non basta.
Esperienza Professionale, Esperienza Professionale, Esperienza Professionale.
Capacità d’osservazione e analisi di ogni singolo allievo, nel caso in cui si parla di propedeutica,
l’insegnamento a questo livello dovrebbe essere riservato a docenti specializzati con ottime conoscenze di anatomia del corpo umano, in modo da non recare danno ai bambini in crescita.
Se si parla dell’ insegnamento a professionisti o adulti, credo che aver terminato una bella carriera senza frustrazioni o desideri non realizzati aiuti certamente ad essere un buon insegnante disposto e generoso verso il prossimo.

martedì 18 marzo 2008

Valentina Ignone la bella attrice del musical ‘Prova a dire t’amo








Intervista esclusiva realizzata da Ilaria Solazzo a Valentina Ignone il 18 Marzo 2008 per ‘castzine’.

Valentina è una simpatica ragazza dai lineamenti mediterranei.
Dai suoi occhi traspare la sincerità, che ritiene sia la base di ogni rapporto vero.
Odia i giorni di pioggia in quanto sostiene che le tolgano energia.
Si definisce una persona complicata.
Ogni giorno si pone mille domande e per ognuna di esse cerca di dare molteplici risposte, anche se alla fine agisce sempre d'istinto.
Non è scaramantica, ma non si toglie mai un braccialetto che apparteneva ad una persona per lei importante.

D. Chi è Valentina Ignone?
R. Sono una persona che vive di emozioni.
Amo essere circondata da tanto affetto e divento morbosa e gelosa nei confronti delle persone alle quali sono particolarmente legata.
D. Quando è nata la sua passione per il ballo?
R. Ero piccolina e vedevo tutti i giorni "Non è la rai", sognavo di diventare grande per far parte di quella trasmissione.
Finito il programma mi truccavo e facevo le mie esibizioni in casa.
Quando i miei parenti mi dicevano che sarei diventata una show girl mi sentivo entusiasta.
D. Chi le ha trasmesso l’amore per questa forma d’arte?
R. E' stata una passione che ho sempre avuto.
Facevo nuoto sincronizzato, ma poiché mia madre si accorse che ero una patita del ballo all’età di 10 anni mi iscrisse in una scuola di danza per poter migliorare a suo avviso le mie prestazioni nel nuoto…la danza da allora è diventata la mia vita.
D. Che studi ha effettuato?
R. Ho studiato danza classica, di carattere, contemporanea, jazz e hip hop.
Ho fatto dei corsi per insegnare, dato che l'insegnamento è un'altra mia grande passione, riuscendo a prendere con grinta e determinazione il mio primo diploma di istruttore CSEN.
Negli ultimi due anni ho studiato musical ed ho iniziato ad avere i primi approcci nel campo della dizione, della recitazione e del canto.
D. Chi sono stati i suoi insegnanti ?
R. Ho avuto un unica grande insegnante nel campo della danza: Antonella Di Lecce, professionista che stimerò per tutta la vita.
Nel campo del musical ho studiato per due anni con il Maestro Ermanno Croce.
Nel corso degli anni ho fatto innumerevoli stage con diversi insegnanti: Monica Sava, Angelo Vergari, Eriberto Verardi, Morena Barcone per la danza classica e Ivan Goliandin per la danza di carattere.
Mia Molinari, Fabrizio Mainini, Marco Marchetti, Maurizio Martinelli, Debora Natali,
Gabriele Cagnazzo, Angela Puliafito per il jazz e Gianluca Fonseca per l'hip hop.
Arturo Cannistrà,Veronica Frisotti, Giorgia Madamma, Alessia Rizzo, Alfonso De Giorgi per il contemporaneo e Alessandra Mandese per la dizione.
D. Come e quando è iniziata la sua ‘carriera’ artistica?
R. A tredici anni ho iniziato a partecipare a tantissimi concorsi ricevendo parecchi consensi e premi.
La mia prima vera esperienza importante è arrivata due anni fa con la prima nazionale del musical "Prova a dire t'amo"a Napoli, prima tappa di una tournèe che mi ha fatto crescere tanto artisticamente.
D. Ama maggiormente la danza classica o quella moderna?
R. Pur studiando danza classica ogni giorno non mi sono mai appassionata veramente.
Sono sempre stata consapevole della sua importanza e di quanto sia fondamentale per avere delle basi concrete,ma la danza classica richiede una certa fisicità che io non ho,inoltre è schematica,sempre la stessa e ha regole ben precise.Io,invece,ho bisogno di sbizzarrirmi in mille idee diverse,amo lasciarmi andare alla musica,muovendomi in base alle emozioni che sento in quel momento,senza essere legata a degli schemi codificati.
D. Qual è stato il suo ruolo nel musical 'PROVA A DIRE T’AMO?
R. Inizialmente interpretavo il ruolo di Silvia, leader di un gruppo di ragazzi poco attendibili nel campo artistico.
Silvia vive una storia d'amore grazie alla quale il suo Andrea riesce a diventare un uomo migliore.
Successivamente ho interpretato Agata, una ragazzina rimasta un pòbambina, piena di positività e voglia di vivere, dispettosa, ma tanto buona e simpatica.
Agata però è rimasta segnata da quei momenti in cui il papà, (che ora non sa più dov'è), la picchiava, perchè non voleva ammettere che sua figlia fosse sorda da un orecchio, ma preferiva pensare che facesse i capricci.
Nonostante ciò Agata ama profondamente suo padre, perchè è convinta che non fosse lui a volerla picchiare, ma che fosse un demone che gli ordinava di farlo.
D. E il suo musical preferito qual è?
R. Indubbiamente "Prova a dire t'amo", perchè va a toccare dei sentimenti importanti che portano a riflettere.
Racconta il brutto e il bello della nostra società, (ovviamente estremizzando), e parla della diversità e dell'amore visto da tutti i punti di vista.
Dopo averlo visto la prima volta, rimane in mente almeno per una settimana.
D. Quando era ragazzina come trascorreva le sue giornate?
R. Andavo a scuola la mattina e il pomeriggio lo passavo nella scuola di danza ‘Tersicore’.
D. Si descriva utilizzando 5 aggettivi.
R. Possessiva, testarda, sentimentale, sincera e altruista.
D. Il suo colore preferito è?
R. Amo tutti i colori dell'estate, perchè è una stagione che mi carica di energia.
D. L’ultimo libro che ha letto?
R."Angeli e demoni", l'ho divorato in tre giorni.
Amo anche i thriller, infatti, un'altra scrittrice che mi appassiona è Patricia Cornwell.
D. Ci racconti una sua giornata tipo.
R. Normalmente le mie giornate sono piene di impegni tra lavoro, prove e spettacoli.
Mi piace il mio stile di vita, tanto è vero che nei periodi di pausa soffro tanto la lontananza da tutto ciò.
D. Da chi dipende la sua felicità?
R. In primo luogo la mia felicità dipende dal benessere delle persone a me care.
Vivo lontano da casa, per me questo diventa ancora più importante.
Ci sono tante cose importanti che mi rendono felice, ma sono cose che con il passare del tempo possono svanire o cambiare...sicuramente sarei felice se un domani mi vedessi realizzata, non tanto come artista, ma come donna.
D. Se dovesse scegliere tra amore e carriera, a cosa non rinuncerebbe?
R. Sono molto sentimentale, per cui do molta importanza all'amore e alla persona che ho accanto.
D. Il suo motto è?
R. Emozionarsi...sempre!
D. Un sogno nel cassetto?
R. Scoprire cosa significa essere mamma.
D. Cosa si augura per il suo futuro?
R. Di essere felice comunque, qualsiasi sia la direzione che la mia vit