mercoledì 27 agosto 2008

Raffaele Caputo, direttore artistico dell'agenzia "XXI SECOLO"




Intervista esclusiva realizzata il 27 Agosto 2008 da Ilaria Solazzo a Raffaele Caputo per ‘castzine’.

Raffaele Caputo è il titolare della ‘XXI SECOLO’ una società cooperativa pugliese crescente, con espansione nazionale.
Sono molteplici i servizi che propone: productions, global services, communications, casting e fashion.
Produzioni televisive, radiofoniche, editoriali e discografiche, realizzazione di riprese video aziendali, servizi fieristici, noleggio simulatori meccanici e strutture pubblicitarie.
E poi services audio/luci, palchi e tensostrutture, servizi di sicurezza e sorveglianza.
Ma non solo, perché in ambito comunicativo offre un ventaglio di soluzioni utili per ogni cliente.
Communications non è altro che ufficio stampa e ricerca sponsor, organizzazione meetings, conventions e road show, progetti per manifestazioni promozionali e pubblicitari.
Tutto questo e molto altro sono le caratteristiche che fanno della ‘XXI SECOLO’ un punto di riferimento unico e prestigioso al sud Italia.


D. Quando hai fondato l’agenzia ‘XXI SECOLO’?
R. L’ho fondata dieci anni fa. La caratteristica della società è quella di unire la filosofia del conoscere a quella del ‘saper fare’.
Sulla base di un’idea guida è nata, in risposta al forte incremento dell’importanza strategica della comunicazione ed alla conseguente necessità di assistenza professionale in questo settore ‘XXI SECOLO’.
Con questa filosofia, in grado di evolversi ed aggiornarsi con i tempi che cambiano, si è continuato ad offrire negli anni tutti gli strumenti culturali ed operativi per affrontare con successo il mondo professionale della comunicazione, del management e dell’entertainment.
D. Perché ‘XXI SECOLO’?
R. Dalla necessità di attuare una politica di brand che ha come obiettivo fondamentale il consolidamento e l’ampliamento del processo di espansione territoriale che ha reso ‘XXI SECOLO’, competente nel mondo della moda e delle arti dello stupire.
Ciò comporta da un lato la riaffermazione di attitudini innate, dall’altro richiede la crescita di sempre nuove acquisizioni tecniche.
La capacità di coniugare internazionalità e culture locali, di creare un laboratorio in cui convergono conoscenze, esperienze, stili e comportamenti, di essere identificato come riferimento per l'ideazione del progetto, divengono i tratti distintivi di un nome.
D. Come si connota oggi ‘XXI SECOLO’ nella nostra nazione?
R. Si connota per l’ampliamento delle aree tematiche, per lo sviluppo dell’organizzazione e per l’espansione continua che l’ha portata ad essere presente sul territorio italiano in maniera globale.
In sintesi, l’importante è essere espressione di un progetto e di una storia.
D. Tra le nuove figure professionali si sente spesso parlare dell’operatore di eventi, puoi spiegare ai lettori di ‘INTERVISTANDO’ chi è costui e che ruolo svolge?
R. Il professionista della progettazione e realizzazione eventi opera in diretta relazione con gli uffici marketing, gli uffici comunicazione-relazioni pubbliche e gli uffici stampa delle aziende.
Conosce il panorama degli eventi d’impresa e possiede la metodologia di lavoro che consente di costruire e gestire ogni evento in funzione degli obiettivi e delle politiche dell’impresa, praticamente ha competenze progettuali e organizzative.
D. Il tuo staff in che direzione mira?
R. Il mio staff effettua un continuo monitoraggio del mercato, progetta nuove idee nell’ambito dell’entertainment, del management, seguendo l’evoluzione dei processi e delle tecnologie, con immediata collocazione in ogni campo d’interesse.
D. Puoi spiegare ai giovanissimi cosa significa progettare un lavoro in contatto con un cliente reale e non tramite web, (internet sembra purtroppo voler dominare ogni settore)?
R. Significa potersi confrontare concretamente con le problematiche della realtà lavorativa.
Se questo avviene poi in un contesto competitivo, la creatività è ancora più stimolata.
Pertanto accumulare un elenco clienti-collaborazioni e partenariati stimola in maniera esponenziale.
D. Il tuo obiettivo nel lavoro qual è?
R. La soddisfazione delle esigenze del cliente.
D. Nel vasto settore conosciuto sotto il nome ‘eventi’ uno spazio di riguardo è riservato alle cerimonie, un ramo complicato e diversificato fatto di regole, formalità e galateo. Il tuo progetto a riguardo qual è?
R. Specializzare delle figure competenti nel settore, che possano essere in grado di progettare ed allestire strutture bellissime, preparandole ad ospitare: congressi, convegni, conferenze, simposi, seminari, workshop, tavole rotonde, convention, incentive, matrimoni e ricorrenze.
D. A tale scopo la tua agenzia cosa è in grado di fare?
R. Il mio team è in grado di rendere un ambiente semplice in un posto incantato, attrezzandolo completamente con: sedie, tavolo conferenza, impianti audio e luci, regia video con produzione e post produzione, pedane e quant’altro), senza limitazione di numero partecipanti.
D. La definizione “cerimoniale” racchiude un insieme di norme scritte o tradizionali che presiedono alla celebrazione di un atto solenne, avente carattere civile o religioso, come possiamo ritenere perciò tale evento?
R. Come un insieme di attività miranti ad accreditare presso una opinione pubblica l’immagine di efficienza di un'istituzione pubblica ai fini ‘promozionali’.
La mia società può curare tutti gli aspetti di questa attività, oppure occuparsi soltanto di offrire un supporto tecnico, purché la funzione di coordinamento sia condotta da un valido maestro di cerimonia.
D. Uno dei settori più delicati e difficili nella complessa arte dell’intrattenere è sicuramente l’animazione. Dedicarsi ai più piccoli richiede sicuramente pazienza, disponibilità e tolleranza, a differenza degli adulti per i quali occorre originalità, insomma qualsiasi età abbia l’interlocutore è difficile intrattenerlo senza farlo annoiare o indispettire, in tali circostanze un’agenzia seria come la tua cosa deve fare?
R. E’ essenziale che l’agenzia si avvalga di animatori capaci di ricreare uno spazio adatto solo per i bambini, dove poter captare la loro attenzione pur rispettando le loro mode e i loro stili.
Ciò premesso la mia struttura realizza e propone formule di animazione a tema per tutti i gusti.
A tal proposito l’equipe di addetti sempre armati di gioia di vivere, simpatia e abbigliati con abiti vivaci, spiritosi ed in armonia sono in grado di riprodurre un magico mondo di giochi, balli e spettacoli differenti per ogni festa, manifestazione o evento.
D. Per evento si intende concerto, sfilata, concorso di bellezza, sagra,folklore, ma per comprendere meglio cosa vuol dire creare un'evento interessando masse o singoli, cosa occorre comprendere?
R. Sarebbe utile far comprendere che tutto ciò vuol dire fare cultura, una parola latina derivata dal verbo “colere” che significa lavorare, dedicarsi ad un’attività.
D. Quindi cosa ci vuoi lasciare intendere?
R. Che in questa parola si può racchiudere tutto l’insieme di promozioni di sviluppo e di crescita umana. E’ intrinseca nella preparazione stessa dell’operatore o dell’interprete di eventi una qualche forma di impegno, di lavoro, di studio, trattandosi di cultura molto complessa.
D. Seguendo questo principio quindi si arriva a creare un evento che sia ludico, sportivo, musicale, artistico, ma pur sempre culturale?
R. Certamente. Bisogna avvertire un certo cambiamento di energia, cercando di renderne consapevoli gli altri…questo è l’estro del creare.
D. Sogno nel cassetto?
R. I sogni rimangono nel cassetto fino ad una certa età, poi un giorno decidi di aprire il cassetto per cercare di acceellerare i tempi, naturalmente facendoti aiutare un pò dal destino.

martedì 5 agosto 2008

Valentina Molfetta, speaker radiofonica di CiccioRiccio


Intervista esclusiva realizzata il 5 Agosto 2008 da Ilaria Solazzo a Valentina Molfetta per ‘castzine’.

Valentina Molfetta nata per caso, ad Ostuni (Br) il 22 Agosto del 1980, a soli 3 anni ha dato il nome all'emittente radiofonica “CiccioRiccio”.
Alla stessa età ha composto i primi jingles radiofonici.
Fin dalla tenera età, Valentina e' stata una bambina molto vivace e predisposta al mondo dello spettacolo.
Le piaceva cantare, ballare e tutto ciò che concerneva il mondo della musica.
Ha vissuto la maggior parte del suo tempo libero negli studi di “CiccioRiccio”…a soli dieci anni era in grado di prendere con disinvoltura le richieste attraverso le linee telefoniche, a sedici anni si dilettava dietro il mixer nella veste di fonico, ( che le è sempre stata un pò stretta ) e finalmente a venti anni, l'1 gennaio del 2000 si è 'impadronita' del microfono e non l'ha più lasciato.
Attualmente speaker radiofonica, conduce i suoi programmi ogni giorno dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13.00. Oltre ad essere una speaker radiofonica, Valentina ha conseguito la laurea in pedagogia dell'infanzia, master di alta specializzazione in coordinatore pedagogico per asili nido e servizi per l’infanzia, corso di dizione e corso di recitazione. Ama i bambini, gli animali e la natura.

D. Come hai iniziato? Dove hai mosso i primi passi?
R. Bhe', i primi passi nel senso musicale, probabilmente li ho mossi quando ancora ero nella pancia della mamma, ti sembrerà strano ma è proprio così in quanto a casa si è sempre respirato un clima musicale, a partire dal nonno materno Michele che suona un bel pò di strumenti!
Probabilmente la sua passione è stata trasmessa alla mamma che già dai primi anni ne ha fatto uno stile di vita!
Una volta unitasi con papà, a soli sedici anni ha dato vita sia alla sottoscritta che al progetto che si chiamava e che tutt'ora si chiama “CiccioRiccio”, una splendida realtà che ai loro tempi sembrava solo un gioco!
Comunque all'età di tre anni ho dato il nome all'emittente e tutto è accaduto x caso......anche se ti devo dire la verità, credo che il caso non esista e che se le cose accadono c'è sempre un motivo!
Sempre alla stessa età ho composto i primi jingles radiofonici, poi vivendo all'interno della radio ho iniziato ad avere rapporti con gli ascoltatori attraverso le linee telefoniche, prendendo le richieste e facendo da segretaria! Per me era un gioco da ragazzi in quanto ho sempre posseduto una buona padronanza linguistica!
Intorno ai sedici anni finalmente imparo a stare dietro la consolle come fonico e poi ai venti come speaker.
D. Puoi ritenerti soddisfatta di quanto ottenuto in questi anni, oppure no?
R. Inizialmente, rispondendoti d'impatto ti avrei detto di no, in quanto pretendo sempre molto da me stessa e ritengo che non sia mai abbastanza quello che faccio.
Poi però pensandoci bene ed essendo sincera con me stessa, ti dico di si, (anche se dopo aver letto quello che hai fatto tu in meno anni, mi fai sentire piccola piccola)....e brava l'intervistatrice ;)))
Ho ottenuto molto sia a livello affettivo dai familiari e dai fans e sia a livello culturale e professionale anche se il mio motto è "imparare sempre" di più.
D. Se non avessi lavorato in radio, che professione avresti svolto?
R. Probabilmente qualcosa che ha a che fare con la sfera psicologica ed inconscia della gente, aiutare e supportare il prossimo con il "dono" della parola è una cosa che faccio spesso.
Avendo inoltre frequentato ed essendomi laureata in pedagogia dell'infanzia, mi ha permesso di scoprire delle cose che già conoscevo, ma solo ingenuamente (senza sapere il perché).
Con lo studio e con le teorie si riesce a capire il perché dei diversi comportamenti della gente e quindi la si può aiutare a vivere meglio.
Per me l'obiettivo della radio è proprio questo, aiutare la gente secondo ‘canali nascosti’, li chiamo così perché il tutto non è esplicito…te lo spiego meglio: alla gente non piace l'idea di essere curata o per meglio dire compatita, (si dice così no? correggimi se sbaglio, perché ho poche ore di sonno....hi hi hi), e quindi si usano come strumenti la musica e le parole in diretta, cercando di creare positività e allegria; nel privato, al telefono, aprendo il cuore ed ascoltando ciò che gli ascoltatori hanno da dire ed intervenendo solo nel momento in cui loro stessi sono a richiedertelo,
bisogna essere sempre discreti ed affettuosi al punto giusto, è fondamentale saper modulare il tono della voce e cercare di non sbagliare mai una parola.
Secondo la PNL, (programmazione neuro linguistica), i canali di comunicazione sono fondamentali, affinché si sviluppi un'empatia che dia poi spazio ad un rapporto più profondo con l'altro individuo.
La comunicazione e la comprensione del prossimo sono alla base di tutto.
(Spero di cuore di non essere troppo lunga e logorroica e spero che non ti stia annoiando, ma darmi spazio significa rischiare di stare a sentirmi parlare ore ed ore).
D. Come tutti gli stili musicali, anche la house e in continua evoluzione, l’acid house, il rock e l’electropop anni ’80 sono solo alcune delle tendenze del momento a detta del web.
Quale sarà il futuro dell’house, secondo te? Più melodie calde, o più suoni duri?
R. A proposito di stili musicali potrei rimandarti al sito della mamma, Ninfa, lei essendo una dj ne sa molto di più.
A parte gli scherzi,credo che chi suona la house sceglierà sempre suoni più tosti per poi ritornare
a quelli più dolci, è un ciclo, come quello della moda, si varia per poi ritornare nel passato e riproporre stili già conosciuti magari rielaborati in maniera diversa secondo le nuove tecnologie.
D. Che desiderio hai per il tuo futuro lavorativo?
R. Mah, spero che tutto sia sempre più bello e che la realtà in cui viviamo, ci dia la possibilità di esprimere liberamente la nostra creatività e ci supporti nei vari progetti anche a livello economico.
Parlo anche a nome dei tanti giovani pugliesi che non solo hanno delle splendide idee, ma che sono pronti anche a realizzarle, ma come si sa, senza sovvenzioni risulta tutto più complicato, ma non impossibile.
D. Fra i molti progetti a cui hai lavorato, ce ne uno tra tutti che vuoi descriverci?
R. Sono talmente tanti i progetti a cui ho lavorato che non saprei quale descriverti.
D. Fuori dalla consolle chi è Valentina Molfetta?
R. Una ragazza come tante, molto sensibile e fragile, ma allo stesso tempo unica e speciale come tutte le altre, ognuna a suo modo.
Mi piace leggere, ascoltare la musica, andare al cinema, scrivere, cantare, cucinare, viaggiare e conoscere nuove culture e stili di vita diversi.
D. Chi sono i collaboratori di ‘CiccioRiccio’ con i quali ti diverti di più? Perché?
R. Maximo, il mio collega della mattina, perché con lui c'è un rapporto di amore-odio, in quanto ci pizzichiamo a vicenda anche se nel momento in cui uno dei due ha bisogno ci supportiamo l'uno con l'altro.
Con Marcello Biscosi ci chiamiamo fratelli e quando stiamo insieme rendiamo l'ambiente più allegro ed interessante.
Mi diverto a far spazientire i più pazienti come Oneway e Sebastian, con Oneway c'è un rapporto speciale in quanto con lui feci uno dei primi programmi in voce, il "Valericcio", mentre con Maximilian condivido momenti radiofonici e non.
Sabina, che si occupa dell'inserimento degli spot si prende da parte mia il buono ed il brutto, cioè quando sono di buon umore carezze e massaggi, quando sono nervosa pizzichi e morsi.
Comunque mi diverto un po' con tutti, perché ognuno all'interno della radio, costituisce un tassello speciale e spiritoso, tant'è che c'è un motto che ricorre negli anni ossia “Se non sono particolari, non li vogliamo”, ah ah ah.
D. C’è qualcuno a cui vorresti dire grazie? Per quale motivo?
R. Vorrei dire grazie a mio padre ed a mio zio che mi hanno permesso di coltivare e vivere questo sogno sin dall'infanzia; voglio ringraziare il mio fidanzato, (quasi marito), per la pazienza e la dolcezza con cui mi ha sempre supportato e sopportato sia lavorativamente e sia nel campo affettivo.
E poi vorrei ringraziare tutte le persone ed i familiari che mi hanno dato tanto amore in tutti questi anni, in particolare mia nonna Anna che è sempre stata ed è sempre presente anche attraverso una semplice telefonata; tutte le persone che hanno creduto e credono in me, in particolar modo tutti gli ascoltatori che non si rendono conto di quanto loro siano importanti, credendo noi dei divi.
D. Come sono le giornate non lavorative? Sempre in cerca di public relation o all’insegna dell’assoluto relax?
R. Ci sono dei giorni che passerei in assoluto relax, ma non esistono in quanto lavoro sette giorni su sette, e dei giorni che invece non mi va per niente di stare da sola, in quei giorni, o trovo persone con cui trascorrere delle ore piacevoli o do libero sfogo alla mia creatività scrivendo libri, (non ancora terminati), poesie e canzoni.
D. La tua vacanza ideale è?
R. Non credo ci sia una vacanza ideale, quello che credo è che bisogna viverla intensamente e con una grande dose di positività…per questo ogni vacanza può trasformarsi in una vacanza speciale e quindi ideale.
Basta avere a fianco la persona giusta e nel mio caso si chiama Massimiliano, cioè Maximilian.
D. Come ti immagini tra venti anni?
R. Sicuramente con la stessa testa, forse un po' più paziente e con dei figli…ma chi lo sa?
D. Che rapporto hai con i radio ascoltatori?
R. Con i miei radioascoltatori ho un rapporto stupendo, è come se ci conoscessimo da sempre, mi riesce facile capirli e molti li riconosco anche solo dalla voce.......a volte non è facile starli ad ascoltare, perché ti raccontano tutti i loro problemi e le situazioni spiacevoli della loro vita, ed essendo troppo sensibile, mi faccio prendere dai loro problemi e poi sto male.
Ingenuamente, sentendo sempre la mia "spensieratezza" e la mia allegria per radio, pensano che io sia la persona più felice del mondo, non conoscendo poi, la ragazza, che come tutte le altre ha una vita a se...ma meglio così perché il mio compito è quello di migliorare e rendere le giornate degli ascoltatori più vivaci e meno pesanti...e devo dire che mi riesce bene.
Ecco, se devo dire cosa non conoscono di me, il lato triste, malinconico ed a volte aggressivo...mi reputano una ragazza dolce.
Anche con i fans ho un ottimo rapporto, mi fanno sentire una dea.
D. Consigli e raccomandazioni per chiunque voglia intraprendere la tua stessa strada?
R. Essere sempre se stessi, studiare, migliorarsi ogni giorno, imparando dalle persone che si incontrano e dalle nuove situazioni che si presentano.
D. C’è una persona con cui vorresti collaborare in futuro a livello lavorativo?
R. Si, magari con te.
D. Progetti futuri?
R. Penso alla giornata, e quindi mi riesce difficile pensare ad un futuro più lontano.

lunedì 4 agosto 2008

Francesco Lacorte, orizzonte cinema






Intervista esclusiva realizzata il 4 Agosto 2008 da Ilaria Solazzo a Francesco Lacorte per ‘castzine’.

Francesco Lacorte nasce a Brindisi il 20 Marzo del 1981. Fin da bambino è attratto dal mondo dell´arte.
Nel 2001 acquisisce la maturità artistica indirizzo Grafico Visivo presso il Liceo Artistico di Brindisi ‘E. Simone’. Dopo vari corsi nell'ambito cinematografico ed artistico, dal 2005 partecipa alla realizzazione di cortometraggi e documentari in qualità di aiuto regista e scenografo.
Dal 2006 si occupa della segreteria dell'associazione AIACE Brindisi.
Nel 2007 ha partecipato all'organizzazione della prima edizione del BRIFF- Brindisi International Film Festival.




D. Per cominciare ti propongo di presentarti ai miei lettori.
R. Cara Ilaria, inizio col ringraziarti per questa tua intervista…è una bella occasione che non capita tutti i giorni.
Credimi sono molto emozionato, perché sono un uomo introverso.
Ho 27 anni e cerco in sostanza di concretizzare i miei sogni, il mio mondo attraverso la mia arte.
D. Qual è la tua formazione ?
R. Mi sono diplomato presso il liceo artistico in grafica pubblicitaria, ho frequentato corsi di produzione e realizzazione di documentari e cortometraggi.
Mi sono fatto le ossa sul campo e nell'ambito prettamente artistico.
D. Cosa ti ha spinto verso il lavoro di scenografo ed aiuto-regista, e qual è stato il tuo percorso per arrivarci?
R. Premettendo che lavorare per il cinema è da sempre la mia più grande aspirazione, è nato tutto per caso.
Nel 2005 spinto da un'amica, decisi di partecipare ad un corso del C. T. P. di Brindisi dal titolo “Documentari e cortometraggi”.
Il docente era il regista brindisino Simone Salvemini, il quale a corso finito mi propose di collaborare con lui proprio in qualità di aiuto-regista e come grafico per la sua casa di produzione “La Kinebottega”.
Naturalmente dò il mio contributo anche nell'allestimento delle scenografie e nella realizzazione dei costumi di scena, perché ricreare mondi ed ambienti inesistenti è una cosa che mi intriga tantissimo.
D. Da quanto tempo ti occupi di cinema?
R. Da tre anni, ma scrivo sceneggiature da almeno dieci anni con la complicità di mia sorella Daniela.
Da due anni mi occupo della segreteria dell'associazione AIACE Brindisi, che promuove il cinema e la cultura in città, (organizzazione di eventi e rassegne cinematografiche).
D. Puoi parlarci della tua attività in termini pratici?
R. Come aiuto-regista, mi occupo dell'organizzazione del film, della pianificazione delle riprese e dell'organizzazione del set per conto del regista.
La mia è una figura a metà strada tra la produzione e la creazione artistica…divento un “ombra invisibile” che affianca il regista.
Per alcuni corti e documentari ho anche svolto il ruolo di fonico, gestendo e catturando con l'apposita strumentazione i suoni, i rumori ed i dialoghi dei protagonisti.
D. Cosa conosci ed apprezzi del cinema italiano?
R. Quello che apprezzo anche nelle altre cinematografie internazionali: una buona sceneggiatura, la regia asciutta ed i bravi attori.
Il problema fondamentale del nostro cinema oggi è che ci sono pochi bravi sceneggiatori…
le storie alla fine finiscono sempre col ripetersi.
La trama non dev’essere didascalica, perché io amo essere sorpreso mentre sono seduto in una sala cinematografica.
Ultimamente un bel film italiano visto al cinema è stato ‘Gomorra’, visivamente realistico da sembrare documentaristico.
D. Ti ispiri a qualche arte figurativa?
R. Da piccolo il mio più grande gioco era quello di disegnare personaggi o animali, ritagliarli e giocarci... il contatto con la materia è per me importantissimo.
L'arte in generale, dai primi graffiti nelle caverne alla cultura pop, mi affascina.
Mi piace perdermi nei colori e nelle atmosfere ricreate da Klimt o nei mondi surreali di Dalì o nella dinamicità del ‘Guernica’ di Picasso.
D. Nel campo del cinema ambisci a raggiungere qualcosa in particolare che magari non hai ancora raggiunto?
R. Cerco sempre di crearmi nuovi stimoli e col passare del tempo di accrescere le mie competenze.
L'ambizione è quella di curare un giorno la regia di un film.
La strada è lunga e tortuosa, gli ostacoli non mancheranno, ma ci proverò.
D. Ad una persona che di cinema non ne sa niente , come spiegheresti in cosa consiste dar vita ad un cortometraggio?
R. Dar vita ad un cortometraggio non è così differente dal creare una qualsiasi altra opera.
L'importante è partire da una buona idea, per poi passare alla stesura di una sceneggiatura di ferro con un buon conflitto all'interno della storia.
La difficoltà sta nel dover rientrare nei tempi giusti, (ne troppo corto ne troppo lungo), durata massima 30 minuti, superato tale arco di tempo lo spettatore potrebbe annoiarsi e la storia non reggere.
D. Riesci a vivere del tuo lavoro artistico?
R. Purtroppo ancora no, infatti mi dedico anche ad altre attività.
Come molti ragazzi della mia età, lavoro il fine settimana in un pub e curo la parte amministrativa di una azienda della mia città.
Nella mia zona, come ben sai, il tipo di attività che svolgo è poco apprezzata e riconosciuta, manca ancora il gusto per la cultura…ciò che mi spinge nel non mollare mai è la passione.
D. C'è un documentario preferito tra quelli per i quali ha lavorato che ti è rimasto nel cuore? Perché?
R. “Liturgia della Bancarella” (2005) del regista Simone Salvemini, il primo che ho seguito come aiuto-regista. Ricordo ancora quelle giornate di Giugno, le riprese fatte dalle tre del mattino alle 2 del pomeriggio…Eravamo impegnati a raccontare la vita ed il sacrificio dei commercianti di una piazza.
Un'esperienza indimenticabile.
D. Che cosa consiglieresti a dei giovani che vogliono seguire la stessa strada che hai preso tu?
R. Di avere pazienza e soprattutto di formarsi sul campo, partecipando anche gratuitamente ai set,
osservando le professionalità che lavorano per la realizzazione di un film.
D. L´importanza della location cambia per genere di film o pensi che sia ugualmente importante?
R. Le location per ogni film sono fondamentali, non importa il genere, perché servono a dare maggiore risalto o per enfatizzare gli stati d'animo della storia rappresentata, in altre parole contribuiscono nella caratterizzazione dei personaggi.
D. Secondo te, ha ancora importanza la location, dopo l´avvento delle tecnologie che tramite il computer ricreano praticamente qualsiasi luogo si desideri stando in studio?
R. Si, e col tempo noto che invece di scomparire la figura del location manager acquista maggiore importanza, specialmente, in Puglia, che da un po' di tempo sta vivendo un momento attivo nell’arte cinematografica.
Sempre più registi scelgono la nostra regione per i loro lavori.
Ovviamente sono favorevole all'intervento della computer grafica, ma solo nel genere fantastico, ricreando mondi esistenti solo nelle menti dei loro creatori.
D. Riprendendo la domanda precedente, costa di più trasportare un intera troupe in un luogo reale o ricreare lo stesso luogo in studio con l´aiuto dei computer?
R. Trasportare un'intera troupe è una spesa non indifferente, ma ancora, (per fortuna), necessaria per la realizzazione di un film.
D. A cosa stai lavorando in questo periodo?
R. Abbiamo da poco concluso le riprese del corto “L'intervista” di Simone Salvemini, ora in post-produzione. Un'esperienza entusiasmante che ho curato anche come scenografo e costumista.
La partecipazione a questa fiction mi ha dato la possibilità di conoscere persone straordinarie, che ringrazio per le emozioni che mi hanno trasmesso.
D. Progetti futuri?
R. Tantissimi tra cui la realizzazione del mio primo lavoro come regista.
Mi piacerebbe dar vita ad un corto d'animazione, tratto dalla mia favola “Will”.
Terminare una raccolta di storie illustrate e di fumetti, ideata da me e da altri artisti miei coetanei ora sparsi per l'Italia…etc.
D. Sogno nel cassetto?
R. Lavorare nel cinema, magari ad Hollywood.
Mi piacerebbe essere diretto in un film, lavorando come attore, per poter provare a stare dall'altra parte della telecamera.
Riuscire un giorno a far emozionare gli altri, arrivando al cuore della gente.

lunedì 28 luglio 2008

Silvia Bianculli un'efficiente talent scout







Intervista esclusiva realizzata il 28 Luglio 2008 da Ilaria Solazzo a Silvia Bianculli per ‘castzine’.

Silvia Bianculli bella e dal sorriso smagliante è nata a Napoli il 23 Marzo del 1960.
Vive ad Avellino con Vincenzo il suo attuale compagno e si occupa del reclutamento di volti nuovi per lo spettacolo.
Ha esordito giovanissima come imprenditrice nell’azienda del papà, ottenendo con impegno per moltissimi anni un’ intensa carriera nel settore.
Oggi abile manager ed agente teatrale di Barbara Chiappini, si occupa di produzioni teatrali e di organizzazioni di spettacoli di moda.



D. Lei ha iniziato a lavorare come imprenditrice in giovane età, la sua famiglia l’ha incoraggiata?
Le va di raccontarci la sua storia?
R. In realtà non avevo bisogno di grandi incoraggiamenti, mio padre era un imprenditore ed io sin da piccola incuriosita da quella che era la sua attività lo seguivo in tutte le sue trasferte e rimanevo affascinata dal suo carisma e dalla sua attività conversazionale.
Il concetto della produzione, vedere come una materia prima potesse trasformarsi in qualcosa di bello e utile mi entusiasmava, viaggiare con lui non era per me mai noioso ma sempre fonte di arricchimento e crescita. Diventare imprenditrice è stata una logica conseguenza.
D. Qual è stato il momento determinante nel passaggio da imprenditrice ad agente teatrale?
R. Un incontro, quello con il mio compagno Vincenzo, parlare con lui di tutto ciò che apparteneva al Teatro, dai testi agli autori, dai grandi attori del passato a quelli dei giorni nostri, mi rigenerava, la conversazione spiccava di sapori e colori molto accesi.
Inizialmente confrontandomi con lui mi sono resa conto che molte delle mie competenze professionali trovavano applicazione nell'organizzazione del suo lavoro, per questo motivo con la spontaneità che spesso contraddistingue le scelte della mia vita è avvenuto il passaggio.
D. Visitando il suo sito, si avverte il bisogno di marcare una differenza,quasi con discrezione, tra la sua agenzia e le altre. Si evince un io narrante volutamente in disparte, come mai questa scelta?
R. Sono convinta che la scelta delle risorse umane ed in particolare le competenze distintive occorrenti per il mio lavoro, sono l'aspetto critico più importante e delicato, proprio perché nello spettacolo sono il principale fattore produttivo. Per questo motivo ho voluto che nel sito si evidenziasse come la forza della mia agenzia sta nel lavoro di gruppo e non nella singola persona.
D. Cesare Pavese affermava che ogni artista ha una tematica principale che si esplicita in ogni argomento trattato. Lei a livello consapevole, quale si riconosce?
R. Sicuramente la mia tematica principale è l'ottimismo, la voglia di crederci sempre.
D. Lei ha mai assaporato l’amarezza della solitudine forzata?
R. Forzata mai, anzi devo confessarle che spesso l'ho ricercata, stare da sola con me stessa mi ha aiutato a prendere coscienza di me.
D. Come si svolge generalmente la sua giornata?
R. Difficile da raccontarsi, in questa mia nuova attività non esiste una giornata uguale all'altra, ogni giorno ha un sapore diverso, orari diversi ed incontri altrettanto diversi.
C'è solo una cosa alla quale non posso rinunciare al mio risveglio, scendere le scale della mia casa per raggiungere l'appartamento di mia madre, stringerla a me ed assaporare con un abbraccio il profumo del suo corpo che sa di borotalco e bere il suo caffè che forse proprio perché fatto da lei mi da l'energia giusta per affrontare con solarità una nuova giornata.
D. Quali sono le differenze che riscontra tra la vita da imprenditrice e quella da talent scout?
R. Essere stata un'imprenditrice alla quale non si potesse rimproverare nulla, sul piano professionale e sul piano etico, non è stato facile, visto che l'inosservanza delle regole ha presentato spesso per gli imprenditori più spregiudicati un innegabile, anche se vulnerabile, vantaggio competitivo.
E' a questo punto che ho capito che quel mondo che tanto mi era piaciuto in molti degli anni trascorsi si stava allontanando da quelle che erano le mie ideologie.
Per questo, con uno spirito inguaribilmente ottimista ho abbracciato il lavoro di talen scout che sicuramente sul piano emozionale mi offre molte più soddisfazioni.
D. Tra le attrici contemporanee ce n’è qualcuna che predilige? Perché?
R. Giuliana De Sio, perchè sicuramente oltre ad essere una grande artista è una vera professionista di questo settore e soprattutto perché sul piano umano è quella che mi affascina di più. Il mio sogno
poterla produrre in teatro.
D. Un consiglio ad un aspirante artista?
R. Approcciarsi in questo mondo sin da subito come dei professionisti, studiare coltivando il proprio talento, non illudersi sulla propria fisicità, ma attraverso questa trasmettere emozioni.
D. Se potesse scegliere in quale oggetto si trasformerebbe?
R. In una lampada, pensi che per quasi un decennio ho prodotto apparecchi per l'illuminazione, per me la luce significa risveglio.
D. Qual è la domanda più banale a cui avresti voluto rispondere da sempre e nessuno ti ha mai fatto?
R. Credo che non esistano delle domande in assoluto banali alle quali avrei voluto rispondere.
D. A volte la gente di spettacolo dichiara di voler essere diversa da quella che è.
A lei piacerebbe l’idea di potersi reincarnare in un personaggio della storia? Perché?
R. Non ho mai voluto cambiare il mondo e di conseguenza neanche me, attraverso l'osservazione prima e la comprensione poi, posso affermare con assoluta onestà mentale di non voler essere diversa da quella che sono. Grande ammirazione comunque per i personaggi che hanno fatto la storia.
D. Secondo lei è meglio avere a che fare con una persona cattiva o con una stolta?
R. L'ignoranza è il male del mondo, sicuramente mi confronterei meglio con una persona cattiva che con una stolta.
D. Ha un desiderio mai realizzato promesso a se stessa da bambina?
R. Si, quello di avere una fattoria per poter ospitare quelli che per me sono i veri amici dell'uomo, in modo da poter offrire loro aree dedicate e protette.
D. La verità, a suo parere, va sempre cercata, anche quando è scomoda e dolorosa?
R. Assolutamente si, la menzogna è caritatevole, ma non aiuta a crescere.
D. Come ha vissuto gli anni che lentamente l’hanno condotta a trasformarsi da ragazza a donna?
R. Con grande serenità, devo comunque confessarle che solo la trasformazione fisica ha marcato il cambiamento, l'entusiasmo della ragazza è rimasto inalterato.
D. Oggigiorno cosa ostacola le donne nel riscoprire la propria femminilità?
R. La non consapevolezza di se stesse, la poca serenità nel comprendere che il bello della propria femminilità non è nell'apparire ma nell'essere.
D. Sogno ricorrente?
R. Non ho un sogno ricorrente, ma se potessi sceglierne uno vorrei poter sognare di svegliarmi tutte le mattine sotto un portico di una casa in campagna vedendo albeggiare il sole.
D. Progetti futuri?
R. Una grande "teatrale".
D. Un saluto per gli amici di ‘INTERVISTANDO’.
R. Un convincimento personale tutto si può fare anche con il cuore.

venerdì 25 luglio 2008

Vito Daniele e il suo Discobolo





Intervista esclusiva realizzata il 25 Luglio 2008 da Ilaria Solazzo a Vito Daniele per ‘castzine’.

Vito Daniele, appassionato di musica, è un uomo volitivo ed allo stesso tempo dotato di discrezione ed amore per la vita che riserva nella musica.
In quest’epoca di volgarità, superficialità e ignoranza si trova a dover fare i conti giorno per giorno con un mondo diverso da quello in cui ha sempre creduto quando era un ragazzino.
Potrete leggere ciò che mi ha raccontato con entusiasmo durante il ‘questionario’ di “Intervistando”, naturalmente rivisto e corretto per il simpatico Vito, marito padre e nonno affettuoso e premuroso.


D. Ciao Vito, come stai?
R. Ciao Ilaria, sto bene e ti ringrazio per avermi reso protagonista di un’intervista sul sito del dottor Morelli.
D. Iniziamo se per te va bene la nostra chiacchierata, ok?
R. Sono pronto…partiamo.
D. Per te che cos’è la musica?
R. La musica per me è un qualcosa che sento dentro che fa parte dei miei sentimenti e delle mie emozioni.
Spesso associo le canzoni ad eventi che sono successi nella vita, (sia positivi che negativi), ed a volte riascoltando quei brani musicali mi riemergono ricordi che mi colpiscono a livello emotivo nel mio io più profondo…basti pensare che ascoltando certi generi di musica riesco a scaricare la tensione accumulata in periodi di stress.
Ad esempio Claudio Baglioni per gli argomenti trattati nei testi delle sue canzoni mi aiuta a sognare.
La canzone "Questo piccolo grande amore" è favolosa.
Altri artisti che mi hanno lasciato le loro melodie in testa sono Zucchero, Celentano, Venditti, Renato Zero, ecc…, ma sicuramente ci sono persone che non la pensano come me, gente a cui la musica, non fa ne caldo ne freddo.
D. Ma tra i nomi citati il tuo preferito chi è?
R. Io sono un fan di Zucchero che per me, sinceramente, è un mito, una leggenda della musica.
La canzone che adoro tra tutte è "Cosi Celeste".
D. Con chi hai avuto una sincera collaborazione artistica?
R. Con Peppino Di Capri in occasione della registrazione del disco del Canto Antico della Nostra Terra, e del Bassista Van Earl Patterson in occasione della registrazione del disco di Carmelo d'Errico.
D. Quali sono state le case discografiche che hanno distribuito i tuoi prodotti discografici a livello nazionale?
R. La R.C.A. di Roma e Casa Ricordi di Milano.
D. Essendo stato per 49 anni nel commercio musicale, siamo certi che hai conosciuto tanti VIP, chi sono stati gli artisti che hai ospitato presso il 'Discobolo'?
R. Il cantautore Lucio Dalla, il cantante Little Tony, il gruppo musicale 'I Rockers', il duetto Franco I e Franco IV, il cantautore Sergio Endrigo, il cantante Nico Fidenco, il cantautore Gianni Togni, il cantautore Gianni Meccia, il cantautore Mimmo Cavallo, la cantante Louiselle, il cantautore Tony Bungaro, il cantautore Jean Michel Francois, il cantautore Gino Santercole e il cantautore Ricki Gianco appartenenti al Clan Cementano, il cantautore Luca Sardella e tanti altri Artisti noti e meno noti.
D. Dunque solo professionisti in ambito musicale?
R. Assolutamente no, ho avuto il piacere di conoscere e far conoscere ai miei clienti anche l'attrice e cantante Lena Biolcati, Franco Dani un ottimo attore di fotoromanzi e il simpatico attore comico cinematografico Pierino.
D. Dei cantautori che si sono esibiti nel tuo locale il ricordo più bello a chi è legato?
R. Certamente al cantautore brindisino Tony Bungaro, persona con una forte sensibilità verso l'arte.
'Guardastelle' meritava di vincere il festival di Sanremo 2004.
D. In passato hai mai ricevuto premi per l'attività discografica svolta nel tuo territorio d'origine?
R. Si, il premio ‘CORTESIA’ ricevuto dal Comune di Brindisi e la ‘MEDAGLIA D'ORO’ dalla Camera di Commercio di Brindisi.
D. Chi sono i tuoi cantanti preferiti?
R. Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Antonello Venditti e Zucchero.
D. Ti suddivido la musica in classica, leggera e jazz, associami cortesemente ciò che ti viene in mente pensando in ordine alle varie categorie.
R. Con il genere musicale classico mi sovviene subito risponderle Bach e Mozart.
Per la musica leggera: New Age e Canti Gregoriani, mentre per il genere musicale jazz la Fusion Jazz.
D. La musica è la tua unica passione?
R. No, vi è anche la letteratura. Lo scrittore che prediligo è William Shakespare.
D. Quindi ti piace Shakespeare, ma quale tra le sue opere preferisci?
R. 'Sogno di una notte di mezza estate' ed ‘Amleto’.
Il monologo dell'Amleto fa di Shakespeare non solo un drammaturgo, ma un perfetto conoscitore della mente umana con i suoi interminabili dubbi, le sue tensioni, le sue ossessioni.
Le sue opere rimarranno nei secoli letture incomparabili.
D. Dopo tanto lavoro ti sei distaccato dalla professione svolta per anni per dedicarti alla tua famiglia ed ai tuoi hobby.
Racconta ai lettori di “Intervistando” come trascorri il tuo tempo libero da quando sei in pensione.
R. Quando non si lavora il tempo a disposizione è notevole e per non annoiarsi è opportuno impiegarlo al meglio frequentando come faccio io tanti corsi che tra loro non hanno nulla in comune, ma che mi affascinano.
Ho studiato inizialmente inglese ed informatica, per poi approcciami alla computer grafica e fotoritocco, al turismo culturale ed enogastronomico…ed alla teologia.
D. Che rapporto hai con internet?
R. Ottimo. Mi serve per tenermi sempre aggiornato; se non lo consulto ogni giorno temo di perdermi qualcosa…
lo uso per cose serie e per svago.
D. Ho saputo che ti sei lasciato travolgere anche dal fascino della macchina da presa, è vero?
R. Ebbene si, devo ammetterlo, ho preso parte al cortometraggio 'La motobarca' del regista Simone Salvemini, perché volevo imparare alcuni trucchi del mestiere.
D. Se dico la parola sceneggiatura, a cosa pensi?
R. Al corso che ho svolto nell'estate 2007 in Puglia con i maestri della scuola Holden di Torino.
D. Che rapporto hai con la televisione?
R. Il mio rapporto con la TV è cambiato con gli anni, è altalenante, a volte pessimo, altre idilliaco.
D. I tuoi numeri fortunati sono?
R. Sono tre: il 4, il 13 ed il 17.
D. Di che segno zodiacale sei? Il tuo ascendente?
R. Sono Vergine ascendente Vergine e come tutte le persone del mio segno zodiacale ho la necessità di esaminare ogni aspetto della mia vita nei minimi dettagli, infatti sono sempre un uomo molto controllato e prudente.
D. Cosa pensi delle donne?
R. Io penso che le donne siano il motore della vita e credo ciecamente che bisogna farlo capire a chi, purtroppo, non ha ancora compreso la loro importanza.
D. La tua attrice preferita chi è?
R. Monica Bellucci, attrice bellissima e perfetta in tutto.
D. Il regalo più bello che tu abbia mai ricevuto?
R. (sorride). E’ difficile dirlo così al volo, ma lo dico dal punto di vista affettivo: i miei nipoti…sono loro il dono più bello ricevuto dai miei figli. Vederli crescere belli e sorridenti mi riempie il cuore di gioia.
D. La qualità che preferisci nei tuoi amici?
R. L’agilità mentale.
D. E’ possibile essere realmente felici?
R. La felicità è una condizione che varia da soggetto a soggetto, perché ogni uomo è costantemente costretto ad interagire con l’ambiente esterno in cui è immerso in modo differente.
D. Progetti per il futuro?
R. Ma…visto che il cinema mi affascina tanto, spero di poter avere nuove esperienze in questo ambito.
D. Ti va di salutare gli amici di ‘castzine?
R. Certamente, (sorride).
Auguro a tutti voi, come disse Oscar Wilde, di vivere la vita come un’opera d’arte.