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sabato 26 gennaio 2008

Gianni Petrizzo, un regista sperimentatore






Intervista esclusiva realizzata il 26 Gennaio 2008 da Ilaria Solazzo a Gianni Petrizzo per `castzine´.

Gianni Petrizzo, ha 37 anni ed è un regista sperimentatore, infatti le sue opere spaziano tra vari generi cinematografici: il thriller, l’horror, il fantasy, il drammatico e la commedia.
Nel 2000 ha ricevuto il primo premio a Cinecittà come miglior steadyman internazionale.
Attualmente sta realizzando una serie di documentari per le televisioni satellitari: ‘DENARO TV’, ‘CANALE 8’ e ‘INM CHANNEL’, mentre prepara per il cinema ‘La boccetta dell’amore”, il suo secondo lungometraggio.

D. Quando ha capito di essere riuscito a convincere del suo talento anche l’Italia?
R. Alla fine della realizzazione del film sono passati quattro anni di intense pubbliche relazioni con gli addetti ai lavori e alla fine sono stato ripagato.
D. Lavora a ritmo frenetico; non le viene mai voglia di fermarsi?
R. Una volta si diceva: 'Chi si ferma è perduto'.
Io oggi ti dico che a mio parere chi si ferma è fuori dal gioco per sempre.
D. Perché ha scelto questa professione?
R. Per raccontare qualcosa a qualcuno, per non rimanere solo e per dimostrare qualcosa a più persone, non soltanto a me stesso.
D. Come concilia la vita privata con una carriera impegnativa come la sua?
R. E’ molto difficile e faticoso, poichè bisogna saper rinunciare a volte sia all’una che all’altra e viceversa, ma alla fine è importante rendersi conto che è sufficiente sapersi accontentare.
D. Ha mai ricevuto proposte di lavoro dalla televisione?
R. Sì, ma la TV a livello artistico-creativo non mi dà mai quello che mi restituisce il cinema.
D. Per la strada c’è gente che le chiede l’autografo?
R. Ancora no e spero che non mi accada mai.
D. Quali sono state le tappe più importanti sino ad oggi nel suo lavoro?
R. Aver realizzato da solo un lungometraggio e in secondo luogo essere riuscito, sempre da solo, a trovare una distribuzione internazionale e nazionale.
D. E’ giusto far valere i propri diritti in ogni settore?
R. E’ sacrosanto!
D. Il suo film preferito è?
R. ‘PASSWORD’…scherzo! Ne ho uno per ogni mia fase di crescita.
D. Se si dovesse dare un voto come ‘artista’ quanto si darebbe?
R. Sei come 6.
D. Come affronta la vita fuori dai set cinematografici?
R. Allo stesso modo, ma forse con meno passione.
D. Ci sono segreti cinematografici che non sono più un mistero per lei?
R. Non si finisce mai di imparare.
D. Ha mai realizzato cortometraggi? Perché?
R. Ho iniziato come tutti con i corti e ne ho realizzati 25.
Li ho creati, perché è da lì che un regista comincia.
D. A che età comprese che il cinema avrebbe rappresentato il suo futuro lavorativo?
R. A 13 anni rubai 20 mila lire a mio padre per comprare una pellicola super8 per girare la comunione di mia sorella e dopo 20 giorni “all’epoca bisognava sviluppare il girato” ero già 'drogato' dal cinema.
D. Cosa vede quando si guarda allo specchio?
R. Un film.

lunedì 22 ottobre 2007

Elena Lombardi, una cantante intraprendente





Intervista esclusiva realizzata il 22 ottobre 2007 da Ilaria Solazzo ad Elena Lombardi per 'castzine'.

Elena Lombardi, versatile e poliedrica, fin dalla tenera infanzia ha amato la musica e la danza.
La sua vita la definisce a stelle e strisce.
Fidanzata con il musicista Alessio Demi si sta laureando in informatica umanistica.
Conquista tutti i suoi fans con la sua irresistibile simpatia.

D. Dove è nata?
R. Sono nata a Piombino in provincia di Livorno.
D. Quanti anni ha?
R. Ho 23 anni compiuti il 29 settembre scorso.
D. A che età ha iniziato a prendere lezioni di canto?
R. All’età di 9 anni, presso il centro didattico musicale della Maestra Viviana Tacchella.
D. Chi è stata la sua prima insegnante di musica?
R. Rossella Canaccini, una persona fantastica, che è tuttora la mia insegnante.
D. A quanti concorsi canori ha partecipato sino ad oggi?
R. Di preciso non ricordo, perchè non ho mai fatto il conto, ma credo più o meno una quindicina.
D. Predilige esibirsi come solista o in coppia?
R. Solista.
D. Ci descriva le sue esperienze in ambito artistico.
R. Dal 1999 faccio parte di una compagnia di spettacolo dal nome “MOB”, (Memories Of Broadway), con la quale ogni anno mettiamo in scena dei quadri dei più famosi musical di Broadway.
L’ultimo lavoro che abbiamo messo in scena è stato “Il Problema… è il Titolo”, che ha ottenuto molto successo e numerose repliche durante la stagione estiva.
Ho partecipato a numerosi concorsi musicali tra cui “Video Festival Live” a San Colombano nel 2001 ed al 14° Trofeo città di Ascoli Piceno nel 2006,
dove mi sono classifica prima assoluta nella mia categoria e miglior voce femminile.
In occasione del concorso ho anche registrato un brano inedito in coppia con Laura Scappini, scritto appositamente da Riccardo Eterno.
Da non dimenticare l’ultima fantastica esperienza al “Treno dei Desideri”, che mi ha permesso di lavorare con Rita Pivano, Lorella Cuccarini ed i ragazzi della scuola “LIM” di Roma.
D. C’è un personaggio della TV a cui è particolarmente legata? Perché?
R. Non sono mai stata una super fan di un personaggio televisivo in particolare, ho sempre cercato di apprezzare più stili e personalità.
Devo dire però, che conoscere personalmente Lorella Cuccarini mi ha legata a lei molto più di prima.
D. E’ iscritta ad agenzie di spettacolo?
R. No.
D. La sua famiglia appoggia la sua passione per l’arte?
R. Sì, tantissimo.
D. Ha mai fatto l'indossatrice?
R. Ho partecipato a numerose sfilate di moda ed a qualche concorso di bellezza in qualità di indossatrice.
D. Tra cinema, teatro e TV, dove si sente tecnicamente più preparata?
R. Sinceramente sono ancora in fase di studio, ma se dovessi scegliere, visto che il mio sogno è partecipare ad un vero musical, preferirei il teatro, per il suo fascino ed il calore del pubblico.
D. Quali VIP ha conosciuto in questi anni oltre la Cuccarini?
R. Ho incontrato diversi personaggi dello spettacolo: Franco Fasano, Francesco Renga, Giò Di Tonno, Paolo Virzì, Giorgio Panariello, Claudio Passavanti, ma l’unico personaggio che ho conosciuto veramente bene è proprio Lorella Cuccarini.
D. In cosa si sta laureando?
R. In informatica umanistica.
D. E’ fidanzata? Da quanto tempo?
R. Da sei anni sono fidanzata con Alessio Demi.
D. Cosa fa nel tempo libero?
R. Il mio tempo libero è davvero poco, ma quando posso adoro disegnare, andare a vedere musical a teatro e viaggiare.
D. L’ultimo regalo ricevuto qual'è stato?
R. Ho avuto in regalo degli orecchini.
D. Se fosse una nota musicale sarebbe…
R. Un SI.
D. Si descriva usando sei aggettivi.
R. Equilibrata, sensibile, solare, testarda, un pò pigra, ma determinata.
D. Se andasse su un'isola deserta, quali sono le tre cose che porterebbe in valigia?
R. Il mio lettore mp3, un costume ed alcune mie foto.
D. Progetti per il 2008?
R. Laurearmi.

martedì 9 ottobre 2007

Daz,un artista completo




Intervista esclusiva realizzata il 9 ottobre 2007 da Ilaria Solazzo ad Andrea Daz.

D. Sceneggiatore e regista cinematografico e teatrale. Quanto è stato duro realizzare questo sogno?
R. Non considero il traguardo raggiunto completamente, mi sono dato degli obiettivi devo dire molto ambiziosi, mi conforta vedere che ci sto arrivando.
Era qualcosa che volevo fare da sempre, ma per molto tempo ho fatto lavori del tutto diversi, non avevo la possibilità di realizzare il mio progetto.
Quando ero più giovane, ero incredibilmente ingenuo, mi sono perso delle ottime occasioni, comunque sbagliando s'impara, adesso infatti ho le idee molto chiare, so come muovermi, cosa fare e cosa non fare.
Ho anche imparato profondamente la tecnica, che quando ho cominciato mi mancava.

D. Cosa significa per lei relazionarsi e confrontarsi con altre mentalità, diversi modi di porsi nei confronti del teatro, della recitazione, del cinema?
R. Questa domanda meriterebbe una risposta lunga come un saggio, ci sono diversi modi di approcciarsi alla recitazione, alla messa in scena.
In Italia spesso il regista è una sorta di "capocomico" che si scrive i testi, dirige, amministra economicamente, recita il ruolo del protagonista, imposta gli altri attori a recitare nel suo stile.
Non lo trovo affatto sbagliato, anche perché fa parte della nostra cultura,della nostra tradizione, ma il mio modo di essere "regista" è del tutto diverso, più simile al modo di lavorare dei tedeschi e americani, non sono un’attore, nei miei lavori a volte appaio per un attimo,come faceva Hitchcock, ma è solo un gioco.
Mi considero non un capocomico, ma un bravo organizzatore, mi circondo nei limiti del possibile di persone capaci, non solo attori, ma anche tecnici, scenografi, musicisti... cerco di valorizzare le loro capacità, di modo che ognuno possa esprimersi, il progetto rimane mio, ma allo stesso tempo è un lavoro di gruppo, come dicevo prima questo è un modo di lavorare più all'americana che all'italiana.

D. Nell'ideare una sceneggiatura, quali sono i suoi timori più pressanti durante la stesura? Quali le perplessità?
R. Ci penso molto tempo prima di cominciare a scrivere le mie sceneggiature, anche troppo, per esempio quella che sto scrivendo adesso sul tema del terrorismo è "sfociata" dopo molte letture e approfondimenti sull'argomento.
Quando l'ho bene pensata e meditata,poi la sceneggiatura viene scritta di getto.
Dopo la prima stesura, la faccio leggere ad un gruppo selezionato di amici e colleghi che me la commentano e mi segnalano eventuali disattenzioni o incongruenze.

D. Quando è nata la sua passione per la regia?
R. Credo di essere veramente nato per fare l'organizzatore,il coordinatore, che poi è il significato di "Regia", ovvero "direction".
Da bambino, ero il coordinatore dei giochi degli altri bambini,da adolescente ero quello che organizzava tutto, dalle serate in birreria ai weekend!
Inoltre, sono sempre stato appassionato di cinema ed ho sempre desiderato farne parte, ma non ho mai pensato di volere fare l'attore, mi hanno sempre affascinato i lavori dietro le quinte.

D. Quale è stato il suo "background" cinematografico?
R. Ho cominciato "infiltrandomi" sui set, facendo l'assistente alla regia, percorso che consiglio vivamente di fare a tutti, perché conferisce delle ottime basi.
Ho avuto modo di osservare da vicino come lavorano, o lavoravano, registi importanti come Fellini, Bertolucci, Salvatores, Giuseppe Ferrara, Giuliano Montaldo.

D. Ci può raccontare qualche curiosità sui suoi prossimi lavori?
R. Il prossimo sarà televisivo, una serie di telefilm sul mondo degli adolescenti tutta ambientata a Firenze, città che adoro e che trovo molto poco sfruttata fino ad ora dal cinema.
Provvederò a rimediare.
Vorrei comunque parlarne più avanti. Inoltre riprenderò lo spettacolo di teatro futurista sintetico che tanto successo ha avuto a Milano, anche se sarà tutto nuovo, molto diverso da come lo avevo fatto nel 2004.

D. Quale è il messaggio principale che cerca di portare nei suoi film?
R. Messaggio nessuno, di solito nelle mie sceneggiature ci sono molti fitti dialoghi, i personaggi si scambiano opinioni e commenti sulla loro visione del mondo, spesso però, nonostante i fiumi di parole, non c'è molta comunicazione.
Mi sono sempre piaciuti i film "aperti", ovvero senza inizio e senza fine, dove non ci sono risposte, ma solo domande, perché credo che la vita sia così.

D. A quali registi si ispira idealmente?
R. Spero che la mia risposta non venga fraintesa: a Fellini, che è un regista che ho visionato, studiato ed anche conosciuto, ma non perché vorrei imitare il suo stile che era molto personale,
ma perché mi piacevano molto i tuffi nell'inconscio, il fatto che i suoi film fossero aperti, senza inizio e senza fine, senza una vera trama, bensì con un personaggio che faceva da filo conduttore e si muoveva tra realtà e fantasia, in una sequenza di fatti e incontri con altri personaggi.
E' questa struttura aperta che trovo affascinante e modernissima.
Per altri motivi, mi piacciono le immagini ben definite, perfette, elaborate come quadri, del cinema di Kubrick e di Greenaway.

D. Come crede si possa migliorare la distribuzione delle pellicole italiane in sala?
R. E' un notevole problema, a differenza di quanto il pubblico crede, vengono prodotti parecchi film italiani,ma pochi arrivano nella grossa distribuzione, si tende a privilegiare i film di intrattenimento, che ci sono sempre stati ed è giusto che ci siano, a discapito di altre pellicole più difficili.
Da poco è uscito un film molto particolare, "La ragazza del lago" che sta avendo un ottimo successo, segno che il pubblico, quando ha la possibilità di vedere qualcosa di diverso, reagisce molto volentieri.
Anche i passaggi in televisione penalizzano molto il cinema italiano, recentemente ci sono state due prime TV, una era "Liberi" l'altra "My name is Tanino", entrambi film molto ben fatti e gradevoli, senza violenza, sesso o turpiloquio, allora perché sono stati programmati con inizio tra le undici e mezzo e la mezzanotte?
Se fossi il regista di un film che al primo passaggio in TV viene programmato alle undici e mezzo ne sarei molto rammaricato!

D. Come considera il panorama cinematografico italiano attuale?
R. Ci sono alcuni "non attori" e "non attrici" di passaggio, ma nel complesso c'è una grande ripresa, ci sono ottimi nuovi registi, dei quali due sono da tenere d'occhio, sono sicuro che avranno una bella carriera: Paolo Sorrentino ed Emanuele Crialese.
Secondo me, ci aspetta un nuovo periodo d'oro del cinema italiano, come negli anni '50 e '60.

D. Nel mondo dello spettacolo chi è il suo migliore amico?
R. Ho molti amici nel campo dello spettacolo, sono uno tranquillo che va d'accordo con tutti,
però le mie amicizie più profonde, che durano dall'infanzia o dall'adolescenza, sono tra persone non di questo ambiente.

D. Si ritiene un uomo impulsivo o riflessivo?
R. Troppo riflessivo, prima di fare qualsiasi cosa ci penso un miliardo di volte, perfino se sono al supermercato impiego parecchio tempo per decidere cosa comprare! E' veramente una mania, spero di migliorare.

D. Con quale attrice le piacerebbe lavorare? Perché?
R. Laura Morante, perché è bravissima ed è molto versatile, riesce ad adattarsi ad ogni tipo di storia, ad ogni regista. Margherita Buy trovo che ripeta sempre lo stesso personaggio, invece potrebbe fare molte cose diverse. Laura Chiatti e Carolina Crescentini, che sono della next generation, invece, hanno dei volti intensi e non banali sui quali si possono scrivere delle storie.

D. Il suo rapporto con la Milano artistica com'è ?
R. L'ho frequentata a lungo e profondamente, però Milano negli ultimi anni ha avuto un crollo, una ricaduta tremenda, in tutti i campi, anche l'attività creativa è andata in crisi, non si è spenta, ma si è affievolita, come tutto il resto.

D. Come è stata la sua adolescenza?
R. Così così, non bellissima, devo dire che sto molto meglio adesso, mi sono chiarito molto le idee.

D. E' a Roma,quali novità può raccontarci sotto il profilo teatrale?
R. Ci sono appena arrivato, ci resterò per qualche tempo, sicuramente ne approfitterò per andare a vedere qualcosa, poi vi racconterò!
Comunque adoro Roma, perché è la città ideale per gli artisti.