martedì 13 novembre 2007

Denny Mendez, attrice in ‘Ocean twelwe’






Intervista esclusiva realizzata il 13 novembre 2007 da Ilaria Solazzo a Denny Mendez per ‘castzine’.

Ha occhi e capelli neri, è alta 1,78 cm,pesa 56 Kg ed è del segno zodiacale del cancro.
Oltre allo spagnolo ed all'italiano ha una buona conoscenza dell' inglese.
E’ stata la prima miss Italia di colore nella storia del concorso.

D. A che età ha iniziato a lavorare come indossatrice?
R. All'età di 16 anni, dopo aver seguito alcuni corsi di portamento, sfilando per aziende di abbigliamento.
D. A che età è diventata Miss Italia?
R. A 18 anni.
D. Cosa ha fatto dopo la sua vittoria?
R. Ho passato il primo anno facendo grandi esperienze in giro per l’Italia e per il mondo.
Ho rappresentato l’Italia a Miss universo classificandomi al quarto posto.
D. Nel 1998 in quali fiction per la TV ha recitato?
R. In ‘Turbo’ dove interpretavo un ruolo al fianco di Anna Valle.
D. A quale film ha preso parte nel 2000?
R. A ‘Il ronzio delle mosche’.
D. Di quali spot televisivi è stata testimonial?
R. Della Nestlè e della Swatch.
D. Con chi la lavorato nel 2001?
R. In ‘Chiaroscuro’ con il grande Nino Manfredi.
D. Nell’inverno 2003/4 è stata una delle protagoniste della commedia brillante “Boeing-Boeing” con Carlo Croccolo.
Cosa ha appreso da quell’avventura?
R. E’ stata un’esperienza che mi ha formato molto, perché si trattava di una commedia che basava la sua comicità sul rispetto dei tempi.
‘Boeing-Boeing’ mi ha legato molto a Carletto Croccolo, una leggenda vivente, una vera e propria enciclopedia dell’attore , una persona meravigliosa che mi ha preso sotto la sua ala e mi ha dato una miriade di consigli contribuendo moltissimo alla mia maturazione scenica e divenendo oggi, assieme alla sua compagna Daniela,(eccellente attrice), un amico insostituibile.
D. In tutti questi anni ha partecipato a moltissime trasmissioni televisive sia come ospite che come valletta.
E’ stata Barbara Cifariello in “Un posto al sole” che le ha fatto vincere un premio. Quale?
R. Ho vinto l’Arechi d’oro al festival internazionale del cinema di Salerno, un premio che mi ha emozionato molto ricevere e che mi ha dato gli stimoli giusti per continuare a studiare ed impegnarmi con grande abnegazione nel mio lavoro.
D. Ha fatto tante esperienze, ma un filo sottile comune le unisce tutte: l’arte. È questo il suo vero amore?
R. In realtà penso sì di aver fatto molte esperienze, ma meno di quelle che avrei potuto fare se fossi stata più matura o avessi avuto una persona che mi guidasse nel mio ingresso in questo ambiente.
Avrei potuto bruciare molto prima le tappe ed individuare prima la strada da seguire.
Pensate solo a come una guida esperta e scaltra nel mestiere avrebbe sfruttato la polemica scaturita a Miss Italia.
Comunque sono felice di come sia andata, perché la gavetta non fa mai male a nessuno in questo mestiere.
Adoro il teatro, perché è il vero banco di prova per un attore, in quanto quando si è sul palco non si può ripetere la scena, non si possono sbagliare i tempi e le battute poiché da esse dipende anche l’interpretazione dei colleghi.
Io mi sento completamente appagata nell’immedesimarmi in un personaggio da interpretare, cerco di ragionare come lei, e più ci vado vicina più mi sento felice e soddisfatta.
Amo anche i ruoli nel cinema,le fiction tv, le sit-com e mi piace molto condurre programmi per la TV che mi affascinano e che mi permettono di metterci del mio, ad esempio quelli musicali, sportivi oppure a sfondo comico…Io mi vedrei bene nelle ‘Iene’.
Non so dire se è amore per l’arte ma di sicuro il mio è amore per questo lavoro.
D. Chi sono i suoi stilisti preferiti?
R. Gai Mattiolo, Gianfranco Ferrè,Valentino e Dolce&Gabbana.
D. I suoi sport prediletti?
R. Il golf,il basket e le bocce, mi piacciono molto.
Per motivi di lavoro comunque dedico il mio tempo libero in palestra.
D. I suoi cantanti preferiti sono?
R. Pino Daniele, Michele Zarrillo, Fiorella Mannoia e Renato Zero.

A questa donna sensibile, gentile ed intelligente non posso che augurare tanta fortuna.

martedì 6 novembre 2007

Maurizio Ciccolella, una stella del teatro





Intervista esclusiva realizzata il 6 novembre 2007 da Ilaria Solazzo a Maurizio Ciccolella per ‘castzine’.


Il motto di Maurizio Ciccolella potrebbe riassumersi in "Volere è potere".
Tenace e determinato, il suo desiderio fin da giovanissimo è stato quello di evadere dalla piccola realtà provinciale,
per incontrare e fare sue nuove realtà ed esperienze di vita.
Il suo curriculum, a dispetto della sua età, vanta già un elenco importante di lavori teatrali che gli hanno meritato prestigiosi riconoscimenti.

D. Che cos’è per lei, dopo tanti anni d’esperienza, l’arte dell’attore?
R. E' un mestiere aleatorio che ha perso il suo valore, ma poi, sulla scena, un attore bravo è sempre capace di lasciare affascinate.
D. Ora vive a Brindisi, ma c'è qualcosa che rimpiange del suo vissuto in giro per l’Europa?
R. Forse la possibilità di poter scegliere tra tante proposte culturali.
D. In quello che viene definito “studio teatrale” nella sua compagnia rientra anche la riscoperta delle tradizioni?
R. In un certo senso sì. E' imprescindibile la tradizione, da lì si parte per ri-cercare.
D. Artisticamente lei nasce a teatro, le sue scelte lavorative sono infatti molto rigorose.
C'è un attore italiano in particolare con il quale vorrebbe lavorare?
R. No, quelli che mi interessavano li ho già incontrati.
D. La sua formazione professionale quanto ha influito sul suo sguardo di regista ed art director?
R. Quasi completamente.
D. Nell’Italia del terzo millennio,della presunta crescita e del “tutto va bene” il teatro può svolgere un suo ruolo?
Ha un suo posto?
R. Sì, ma non mi vengono risposte al di fuori della retorica.
D. Quanto livello di oggettività c'è nei suoi testi? Quanto parla di se stesso in quello che scrive?
R. Parlare di sé è un'azione necessaria, chi crede nell'assoluta oggettività dell'arte è un pazzo o un ignorante.
D. Pensando al palcoscenico come ad un piano d'assi su cui si è mostrato tutto ed il contrario di tutto, accade a volte di sentire che il teatro sia un'arte sulla via del decesso, lei cosa ne pensa?
R. E' in decadenza da ormai decenni, ma non può perire mai, perché è una delle arti più antiche.
D. Che idea si è fatto del pubblico teatrale?
R. Quello di Brindisi è stupendo, specie quando parla bene dei miei spettacoli.
D. Per concludere, cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro dall'eclettico Maurizio Ciccolella?
R. Uno spettacolo a due con un grande regista italiano del cinema che debutta per noi nella prosa:
lo spettacolo s'intitola "L'attesa".
Un progetto sulla formazione teatrale e l'organizzazione con tanti enti importanti e sempre gratuito per i partecipanti.

venerdì 2 novembre 2007

Hedy Nerito, una modella vulcanica





Intervista esclusiva realizzata il 2 novembre 2007 da Ilaria Solazzo ad Hedy Nerito per ‘castzine’.

Hedy Nerito è una giovane donna lombarda, che ha seguito nel corso della sua carriera artistica molti corsi di portamento, di posa fotografica e casting video.
Ha collaborato con moltissimi fotografi, pittori e scultori famosi.

D. Parliamo del suo approccio con la professione di modella.
Come è nata questa "vocazione" ?
R. E' nata posando.
Ero andata da un fotografo di una città vicina alla mia per fare il mio primo book, non perché pensavo di fare la modella,
ma per avere foto mie, per provare l'emozione di essere una modella per un giorno ed invece lì, è scoccata la scintilla per questo lavoro.
D. Quali sono gli elementi che più le piacciono del fare la modella?
R. Mi piace poter interpretare personaggi diversi ogni volta, poter guardare la foto finale e dire: "che bella" e sapere che anche io ho contribuito a fare qualcosa di artistico.
D. Qual è stata la sua prima esperienza artistica?
R. E’ stata per il portfolio di Livio Moiana, giovane ed affermato fotografo della provincia di Varese.
E' stata un’esperienza unica, perché lui è molto professionale.
Iniziare a posare per un'artista del suo calibro è stato molto educativo.
D. Quando ha capito che nella vita voleva fare l’indossatrice?
R. Io non faccio l'indossatrice, perché non ne ho le caratteristiche, sono
troppo bassa.
D. Se ricevesse due proposte di lavoro da griffe come Cavalli e Gucci, quale
sceglierebbe? Perché?
R. Beh tutte e due. Se vogliono l'esclusiva, invece, quella che mi paga di più. Sono sincera.
D. Quali sono gli aspetti del suo carattere che, a suo parere, le permettono di farsi strada in un mondo, non facile, come quello dello spettacolo e della moda?
R. Cerco sempre di essere umile, perché niente mi è dovuto.
Lavoro sodo, esercitandomi e studiando pose e poi cerco di avere la testa sulle
spalle senza farmi prendere da facili entusiasmi.
D. Se decidesse di non lavorare più come modella che altro tipo di vita e di professione vorrebbe intraprendere?
R. Ci sto lavorando.
Mi piacerebbe rimanere nel campo, magari a livello organizzativo o di booking, oppure vorrei aprire un'attività tutta mia.
D. Per la sua carriera quanto conta posare senza veli?
R. Non ho problemi a posare senza veli, amo il mio corpo e non mi vergogno di lui.
L'importante è che non siano immagini volgari o che mi facciano percepire che il fotografo sia interessato ad altro e non alla visione artistica del mio posare senza veli.
D. Le piace essere ammirata?
R. Beh a quale donna non piace? Ma non sono una provocatrice.
D. Ritiene che fare un calendario per un magazine sia un buon trampolino di lancio?
R. Non lo so. In realtà per qualcuna lo è stato, per altre è stato un' arrivo, per altre un lavoro come un altro.
D. Ha una sua foto che lei preferisce?
R. Ce ne sono tante per fortuna, se no vorrebbe dire che questa attività non mi darebbe soddisfazioni, però c'è un mio ritratto beauty che credo rispecchi molto la mia personalità e dove vedo me stessa ben rappresentata.
D. Spesso nei servizi fotografici di nudo si gioca sull'ambiguità tra due donne.
Lei poserebbe mai per un servizio fotografico con un'altra modella?
R. Già fatto.
D. Il suo motto è?
R. Forza ed onore.

martedì 30 ottobre 2007

Alfonso Giordano, un esperto esecutore di musica





Intervista esclusiva realizzata il 30 ottobre 2007 da Ilaria Solazzo ad Alfonso Giordano per ‘castzine’.

Ogni volta che si parla di musica vengono citati soltanto i nomi degli artisti di facciata,
ma vi sono personalità anonime che marchiano con un'impronta indelebile il mondo dell’arte.
Tra questi vi è Alfonso Giordano un bravissimo musicista salernitano che suona nei ‘CorEcorde’ il flauto traverso, l’ottavino e la ciaramella.

D. A che età ha iniziato a studiare canto?
R. Non ho mai studiato canto.
Ho iniziato da ragazzino a studiare chitarra classica.
I miei studi di musica, da qualche anno, si sono focalizzati sul flauto traverso.
D. Da chi ha ereditato questa passione?
R. La passione per la musica è nata e cresciuta inspiegabilmente dentro di me ,non mi è stata trasmessa dalla mia famiglia.
D. Quante ore al giorno dedica alla musica?
R. Almeno un paio.
D. Quando ha capito che essa sarebbe stata parte integrante della sua esistenza?
R. Quando ho iniziato a pizzicare le corde di una chitarra, all’epoca avevo 12 anni,solo allora mi resi conto di non poter fare a meno di esprimermi ed a volte di rifugiarmi nella musica.
Sono convinto che essa sia parte integrante della vita di ognuno.
C’è chi la fa e chi si limita ad ascoltarla, ma nessuno riesce ad escluderla dalla propria esistenza.
D. Quale sua esibizione ricorda con maggior affetto?
R. Nessuna in particolare, perché escludendo le cosiddette “serate storte”, ogni volta è stata per me una esperienza emozionante e meritevole di essere ricordata.
D. Quanti strumenti musicali sa suonare?
R. La chitarra, il flauto traverso e le percussioni sono gli strumenti attraverso i quali mi piace esprimere le mie velleità musicali.
La scelta di non “specializzarmi” mi dà motivo di non ritenermi né un chitarrista, né un flautista, né un percussionista.
D. Di quale gruppo fa parte?
R. Attualmente faccio parte di due gruppi musicali: uno di musica popolare, i “CorEcorde”, e l’altro in cui sfogo le mie pulsioni rock con la mia chitarra elettrica, “Indagini su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”.
D. Qual è il suo ruolo all’interno dei ‘Corecorde’?
R. Fondamentalmente suono il flauto traverso e l’ottavino, ma ci sono momenti nei nostri spettacoli in cui mi cimento con il canto,
il ballo e la recitazione.
D. E’ laureato?
R. Non ancora.
D. E’ fidanzato?
R. Si. Felicemente, da 9 anni.
D. La sua famiglia è contenta dei suoi traguardi?
R. Si, ma mi vorrebbe già laureato.
D. Cosa non cambierebbe mai del suo carattere?
R. La disponibilità a comprendere, ovvero l’apertura mentale verso tutto ciò che mi circonda e verso gli altri.
D. C’è un progetto a cui tiene particolarmente e che intende portare avanti nei prossimi mesi?
R. Si, ma non intendo parlarne ora, perché non è ancora definito.
Posso dire che si tratta di un progetto benefico dove la musica e lo spettacolo sono protagonisti.
D. Se fosse una canzone sarebbe…
R. Una canzone rock-progressive: tanta melodia dolce e profonda con aperture brillanti ed incisive.
D. Si descriva utilizzando sei aggettivi.
R. Disponibile, onesto, lunatico, pigro, sensibile e sognatore.
D. Il suo cantante preferito è?
R. Ian Anderson, front-man dei Jethro Tull.
D. Se andasse su un'isola deserta, quali sono le tre cose che porterebbe in valigia?
R. La chitarra, un lettore mp3 ed un buon libro.
D. Come abbina la sua attività con la vita privata?
R. Faccio un pò confusione tra le due e la cosa non mi dispiace.
L’amicizia, l’amore, l’impegno serio e lo svago caratterizzano la mia vita di tutti i giorni,
ma senz’altro li riscontro anche nell’ambito della mia attività musicale.
D. Sogno nel cassetto?
R. Fare della mia passione un lavoro.

sabato 27 ottobre 2007

Remo Angeloni ed il mondo della fotografia




Intervista esclusiva realizzata il 27 ottobre 2007 da Ilaria Solazzo a Remo Angeloni per ‘castzine’.



Nato a Roma nel 1975, coltiva l'interesse per la fotografia studiando ed utilizzando fotocamere a pellicola. Inizia il suo percorso professionale nel 2000 con tecnologie digitali nell'ambito del foto-giornalismo e della fotografia scientifica.
La fotografia pubblicitaria e la fotografia di scena per lo spettacolo, la televisione ed il cinema diventano le successive tappe che contribuisco ad una "visione" più ampia della fotografia.




D. Quando ha iniziato a fotografare quali sono stati i suoi primi soggetti?
R. Ho iniziato a fotografare all’età di 14 anni.
I primi soggetti in assoluto sono stati elementi della natura, con cui cercavo di capire la luce.
I primi ritratti li ho fatti ad una compagna di liceo che di tanto in tanto si prestava a farsi fotografare.
D. Qual è la "sua" fotografia ?
R. La mia è una fotografia “descrittiva” e non “manipolatrice”, partendo dal presupposto che ogni singolo soggetto ha i suoi colori e le sue sfumature, io cerco il più possibile di tirare fuori ciò che appartiene al soggetto altri,invece, cercano di condizionarlo ad esprimere qualcosa che non gli appartiene in maniera naturale, è una questione di scelte e di pensiero.
D. Quando,secondo lei, la fotografia diventa arte ed il fotografo artista?
R. Quando regala emozioni, come lo è una canzone, dei passi di danza, una buona recitazione, un quadro, una scultura ed ovviamente sono da reputare artisti gli artefici di tutte queste cose e di molte altre che non sempre sono riconosciute come arte, ma che sanno incendiare gli animi le menti ed i cuori.
D. Affermano spesso i media che la fotografia possa contribuire a cambiare il modo di vedere della gente e quindi il mondo,lei cosa ne pensa ?
R. Più che cambiare il modo di vedere, la fotografia ha il potenziale per rendere più sensibili le persone quindi può far vedere ogni cosa che ci circonda in maniera più profonda, cogliendo dettagli che di solito ci sfuggono oppure ci da la possibilità di vedere il mondo con occhi diversi, ovviamente in altri casi è vero anche l’esatto contrario.
D. A chi serve,a suo parere, la fotografia ?
R. A chiunque abbia voglia di regalarsi e regalare emozioni e sia sensibile a questo tipo di linguaggio visivo.
D. Come definisce il suo ‘ruolo’ specifico? Qual è la sua utilità?
R. La fotografia è un messaggio, è quindi utile per comunicare, perché può sostituire molte parole, può essere letta da osservatori di ogni lingua, paese ed età.
Per questo adoro ogni forma d’arte, perché sa arrivare anche dove i confini delle culture rappresentano muri apparentemente invalicabili.
D. Le immagini ed i linguaggi fotografici, possono avere un ruolo importante nella lotta alle mafie, nella costruzione di una cultura della legalità?
R. Si, ma per avere riscontro in questi ambiti dovrebbe essere inserita tra le materie scolastiche sin dalle scuole medie inferiori, per educare i bambini a conoscere questo linguaggio, potrebbero capire molte più cose che li circondano e che accadono o che potrebbero accadere con l’impegno e la volontà.
Senza questa azione per molto tempo i ragazzi è come se leggessero un libro in una lingua che non conoscono, si può cogliere qualche parola ma raramente il significato reale del testo.
D. Qual è lo stato di salute dell' editoria fotografica italiana,rispetto ad altre nazioni?
R. Dal mio punto di vista è in sonno da parecchio tempo, ha bisogno di una scossa.
D. Quanto può incidere la fotografia sui comportamenti sociali contemporanei?
R. Credo ben poco, per via della scarsa sensibilità ed importanza che gli viene data, è un peccato, se incidesse la metà della televisione penso che vivremmo in mondo culturalmente più evoluto.
D. Quante immagini ci sono attualmente nel suo archivio?
R. Circa 150 mila, anche se sono poche quelle che continuano a piacermi nel tempo.
Non ne cancello mai molte.
D. Parliamo del mercato della fotografia. Come siamo messi in Italia? Ci sono differenze con gli altri paesi del mondo?
R. Purtroppo c’è molta differenza.
La legislazione non ha ancora previsto un vero e proprio “ordine” dei fotografi, di conseguenza troppi aspetti di questo settore non vengono rivalutati da molto tempo, come ad esempio il foto-giornalismo ed i reportage, basti pensare che alcune tariffe per immagini editoriali sono rimaste le stesse per molti anni.
D. Perché ha scelto l’arte fotografica per esprimersi?
R. E’ avvenuto tutto in maniera molto naturale.
La fotografia ha attirato la mia attenzione sempre di più.
Nel tempo mi sono reso conto che fotografare mi faceva star meglio e mi dava tantissimo in termini di gratificazioni e così…eccoci qui oggi a chiacchierare di fotografia, mentre io cerco di rendere il favore a quest’arte.
D. Se il Remo teenager potesse incontrare un adolescente d'oggi, che consiglio darebbe?
E che consiglio vorrebbe ricevere?
R. Darei esattamente il consiglio che avrei voluto ricevere, “Guarda lontano e non avere paura” ed, invece, ho dovuto imparare ad alimentarmi ed a combattere anche le paure per poter perseguire il mio sogno.
D. Progetti futuri?
R. Tenterò di spaziare anche in altre forme d’arte cercando il più possibile la fusione tra di esse.