mercoledì 19 dicembre 2007

Gianni Martinelli, un musicista diretto e sognatore




Intervista esclusiva realizzata il 19 Dicembre 2007 da Ilaria Solazzo a Gianni Martinelli per 'castzine'.

Ha 29 anni, vive a Torchiarolo ed è un appassionato di informatica e di musica.


D. Si descriva brevemente.
R. Gli altri dicono che sono una persona corretta, umile ed altruista, e su questo
sono d’accordo con loro.
A volte un pò orgoglioso, però compenso con un grande senso dell'amicizia.
D. Da chi ha ereditato la passione per la musica?
R. In famiglia mia nonna materna amava cantare nei campi e un suo cugino è stato un bravo tenore, infatti i suoi figli sono tutti musicisti.
Mio zio paterno ha una passione per la musica, suona la fisarmonica.
Penso che entrambe le famiglie dei miei genitori mi abbiano dato qualcosa.
Mia madre non canta, ma ama la musica al contrario di mio padre che canta solo sotto la doccia.
D. Come è stata la sua adolescenza?
R. Devo dire che non è stata serena a causa della separazione dei miei genitori.
La musica mi ha dato la forza di continuare ad andare avanti.
Le emozioni e le soddisfazioni che mi ha dato l’arte mi facevano
dimenticare le sofferenze che la vita mi ha portato.
Mi sono formato emotivamente in quel periodo.
D. Cosa ricorda del suo percorso scolastico?
R. Ricordo che la maestra mi sgridava, perché diceva che parlavo da solo dando fastidio agli altri, ma in realtà io canticchiavo canzoni che mi piacevano,perché ero già ‘malato’ di musica.
Non andavo d'accordo con i miei compagni delle elementari, perchè sono sempre stato un ragazzino timido.
Negli anni delle scuole superiori l'essere più maturo rispetto hai miei compagni mi portava a non accettare determinati comportamenti.
Rispetto a quei ragazzi superficiali mi sentivo emotivamente grande.
D. Quando ha capito di voler fare il cantante?
R. Da quando ero piccolo ho sempre voluto cantare, anche se la mia timidezza ed umiltà mi hanno sempre portato a non sfruttare bene le occasioni.
Rimanevo sempre dietro agli altri.
Dopo i miei 20 anni sono cambiato completamente come carattere.
Saranno state le esperienze, la sicurezza in me stesso e nelle mie capacità...ho iniziato ad essere una nuova persona: spigliata, simpatica e coinvolgente.
D. Di quale gruppo fa parte?
R. Da 10 anni faccio parte del gruppo ‘Macarè’, con il quale ho avuto tantissime soddisfazioni.
Il gruppo è composto da quattro ‘personaggi’ compreso me naturalmente; dico ‘personaggi’, perchè ognuno di noi è qualcosa di speciale, riesce a dare agli altri qualcosa di se che da la carica per dare agli altri emozioni coinvolgenti durante le nostre serate.
Abbiamo il sassofonista Giuseppe Caretto, diciamo il papà dei ‘Macarè’, un uomo di grande spirito, un artista di grande serietà ed umanità.
Il tastierista Vincenzo Renna, che è anche un bravissimo corista.
E per finire c’è la nostra ciliegina sulla torta, la meravigliosa Barbara Mele, una cantante di provate qualità, che lavora anche come animatrice di balli di gruppo.
D. I ‘Macarè’ cosa propongono al pubblico?
R. Di solito il nostro intento è quello di far divertire la gente e di dare forti emozioni attraverso le nostre voci.
Solitamente ci riusciamo in quanto abbiamo un repertorio vario, ma molto impegnativo.
La cosa più importante per noi musicisti è il saper scegliere cosa proporre a seconda del pubblico, evitando di essere standard.
D. Cosa significa per lei cantare?
R. Non penso che le parole possano descrivere le vere sensazioni e le reali emozioni
che lo stare sul palco mi suscita.
E’ bellissimo essere acclamato ed amato dalla gente.
D. Di professione cosa fa?
R. Ho una gioielleria che gestisco con mio padre, ma svolgo anche l’attività di grafico pubblicitario realizzando siti web...e non solo.
D. A quali trasmissioni TV ha partecipato?
R. Nel 2004 a ‘SEI UN MITO’ su canale 5, dove imitai il famoso Albano Carrisi;grazie a quella esibizione mi classificai al terzo posto.
Nel 2006 partecipai a ‘CULTURA MODERNA’ dove sfortunatamente non vinsi i 500 mila euro in palio.
Ho anche partecipato a tantissime trasmissioni di 'Telenorba' e 'Telerama'.
D. Chi è il suo idolo?
R. Non ho un idolo in particolare, perché amo la musica in tutte le sue forme.
Ho delle preferenze per Albano, Bocelli, Baroni e per Bungaro, mentre per il pop rock NEK e naturalmente come il 90% degli italiani adoro la musica dei 'POOH'.
D. Tra le sue molteplici attività qual è quella che le piace di più?
R. Fare il grafico mi appassiona, ma anche nel lavoro in gioielleria vi sono aspetti che mi danno enormi soddisfazioni come l'analisi gemmologica.
D. Da quanti anni lavora come orefice?
R. Sono ormai nove anni che io e mio padre abbiamo intrapreso questo cammino in
questo settore così vario e difficoltoso.
Io non sono un orafo, sono un commerciante professionista e non un venditore.
Oggi essere professionisti è difficile.
D. Quali manifestazioni ha presentato in qualità di presentatore?
R. Ho diretto, organizzato e presentato varie serate durante l'estate
del mio paese, e altre serate durante le sagre nel leccese.
D. La sua canzone preferita è?
R. Si chiama ‘Oltre il cielo’.
E' la canzone che nella mia carriera musicale mi ha dato più soddisfazioni.
E' stata scritta da una mia amica che ha voluto darmi l'onore di cantarla, visto che per lei ha un grande valore.
Fra qualche tempo sarà anche scaricabile sul mio sito attualmente in allestimento.
Sai com'è "i calzolai vanno sempre con le scarpe rotte?"
D. Nel tempo libero cosa fa?
R. Sinceramente non ho tempo libero.
La sera frequento una palestra di arti marziali e da qualche settimana ho ripreso a frequentare la mia squadra di 'KICK BOXING' con la quale mi sto preparando per la mia prossima gara che si terrà a febbraio.
D. Il suo motto è?
R. Sicuramente "vivi e lascia vivere".
D. Sogno nel cassetto?
R. Ne ho due: uno è fare successo nel campo musicale e l'altro riuscire a far
carriera in ambito politico, cosa che mi darebbe la possibilità di poter fare tanto per le persone che hanno realmente bisogno.
Questi sono i sogni, la realtà invece è che vorrei che il bimbo che mia moglie mi sta donando sia sano e che mi dia tante soddisfazioni nella vita...questo sarebbe il massimo.
D. Progetti per il 2008?
R. Uscirà un CD che conterrà alcuni brani che amo cantare tra cui l'inedito "Oltre il cielo".

venerdì 14 dicembre 2007

Francesca Panzacchi





Intervista esclusiva realizzata il 14 dicembre 2007 da Ilaria Solazzo a Francesca Panzacchi per ‘castzine’.

Francesca Panzacchi nata a Bologna sotto il segno del Leone in un limpido pomeriggio d'Agosto, lavora come attrice, fotomodella, hostess, modella d’arte e PR.


D. Parliamo del suo approccio con la professione di attrice.
Come è nata questa "vocazione" e quali sono gli elementi che più le piacciono della recitazione?
R. Sono diventata un'attrice per puro caso. Forse ho conosciuto le persone giuste al momento giusto o forse ho solo avuto fortuna.
Ho iniziato col teatro, che continuo ad amare, ma l'emozione più grande l'ho provata vedendomi per la prima volta sul grande schermo.
Recitare mi viene naturale e devo dire che mi piace tantissimo.
Ogni volta cerco di catturare ed assorbire l'essenza del personaggio che devo interpretare per farla
temporaneamente mia.
D. Quali sono gli aspetti del suo carattere che, a suo parere, le hanno permesso di farsi strada in un mondo, non facile, come quello dello spettacolo?
R. La determinazione innanzitutto, ma anche la curiosità e, last but not
least, una discreta dose di esibizionismo.
D. Quanto conta l'aspetto fisico nella sua vita, nel suo lavoro e nelle relazioni con gli altri?
R. Mentirei se dicessi che non è fondamentale, nella vita come nel lavoro,
anche quando non si tratta di lavori puramente d'immagine, una bella presenza è sempre un ottimo biglietto da visita.
Ovviamente però, per essere vincente, deve essere supportata da una buona preparazione artistica, cultura e da tanta professionalità.
D. Quali sensazioni prova quando i riflettori sono puntati su di lei?
R. Mi sento estremamente gratificata, perché amo essere al centro della scena.
D. Se decidesse di non lavorare più nel ramo artistico che altro tipo di vita e di professione vorrebbe intraprendere?
R. Porto avanti parallelamente anche lavori di scrittura, probabilmente mi dedicherei maggiormente ad essi.
D. Ha dei modelli, tra passato e presente, di attori che l’abbiano particolarmente colpita ed emozionata?
R. Attingendo al passato trovo straordinaria la classe di Grace Kelly diretta da Hitchcok, per quanto riguarda il presente invece mi piacciono parecchio Stefano Accorsi e Margherita Buy, forse perché amo molto il cinema italiano.
Non amo invece avere dei modelli, credo che ogni percorso abbia le proprie peculiarità e che esse vadano ricercate in noi stessi e mai in altre persone, che tuttavia possono certamente essere fonte d'ispirazione.
D. C’è un suo spettacolo a cui è particolarmente legata?
R. Più di uno e per ragioni molto diverse, impossibile scegliere.
D. Deve ringraziare qualcuno per il suo successo?
R. Tutte le persone che hanno creduto in me. E sono tante.
D. La sua carriera è solo frutto di sacrifici e volontà?
R. Alcuni sacrifici, moltissima volontà ed un pizzico di fortuna.
D. Si descriva utilizzando sette aggettivi.
R. Comunicativa, spiritosa, espressiva, capricciosa, pignola, viziata, narcisista.
D. Se andasse in un'isola deserta, quali sono le tre cose che porterebbe con se?
R. Un buon libro, (ho appena finito di leggere "Io non sono come voi" di Alessandro Berselli, veramente ben scritto), un barattolo di Nutella, (ovviamente enorme), ed un paio di occhiali da sole, (si sa che gli occhi chiari sono delicati).
D. Quali pregi e difetti si riconosce?
R. Sono una persona molto diretta, a volte manco di tatto, sono estremamente
volubile, ma non quando qualcosa (o qualcuno) mi interessa davvero.
D. Qual è il suo look giornaliero?
R. Casual: jeans a vita bassa e tacco medio, trucco leggero e capelli spesso raccolti.
D. Quali sono i suoi interessi e le sue passioni?
R. I miei interessi spaziano dal giornalismo alla televisione, (attualmente
sono opinionista in un noto talk show emiliano), dal teatro al cinema.
Adoro viaggiare, fotografare e giocare a tennis.
D. Sogno nel cassetto?
R. Scrivere un best seller, oppure, finire sulla copertina di Vogue, indifferentemente.
D. Il suo motto è?
R. Crescere professionalmente, sempre.
D. Progetti per il 2008?
R. Tanti, sia in campo artistico che in campo letterario,
ma scaramanticamente non voglio sbilanciarmi troppo.
Posso anticipare solo che il 2008 mi vedrà protagonista di ben tre calendari e si sa che chi ben comincia...

mercoledì 12 dicembre 2007

Pietro Alfarano e la tecnologia




Intervista esclusiva realizzata il 12 dicembre 2007 da Ilaria Solazzo a Pietro Alfarano per “castzine”.

Pietro Alfarano, ha 31 anni, vive a Lecce e si occupa di comunicazione.

D. A che età si è avvicinato al mondo della grafica?
R. A 20 anni, dopo aver lavorato per tre anni nella produzione musicale.
D. Che rapporto ha con il mondo della pubblicità?
R. Se per "mondo" intendiamo, la tribù di millantatori, che vagano per l'Italia,
a vendere spot e siti web preconfezionati,(e anche male), rispondo non ho rapporti.
Se viceversa per "mondo" intendiamo le pochissime agenzie serie rimaste, (fuori dall'Italia), allora rispondo che il mio rapporto è di stima.
D. Perché si è avvicinato al mondo della progettazione?
R. E’ una forma di espressione che per funzionare ha bisogno della conoscenza di regole tecniche e di creatività, personalmente sguazzo negli studi tecnici e la fantasia non mi è mai mancata.
D. Quali modelli di programmazione preferisce utilizzare?
R. L'unico modello di programmazione che mi viene in mente è quello neuro-linguistico, che ho studiato, che trovo interessante, e che ho integrato nella mia pentola di nozioni.
D. Le piace sperimentare più tecniche su diversi programmi?
R. Trovo che a volte sia la chiave per differenziarsi, sui miei PC ho più di 52 software installati e li uso tutti regolarmente.
Dedico almeno il 15% del mio tempo a cercare e studiare nuove tecniche e nuovi software.
D. Tra i progetti che ha realizzato in quale ha utilizzato le tecniche più avanzate?
R. Quello che ricordo con più entusiasmo è indubbiamente un progetto per uno studio di registrazione ultratecnologico.
Mi fu commissionato il sito web.
Il mio primo pensiero fu quello di far rivivere al navigatore la stessa esperienza che stavo vivendo io, li dentro, circondato da amplificatori, mixer, etc.
Prima realizzai delle fotografie panoramiche, (a 360 gradi), e dopo con l'ausilio di flash creai delle animazioni interattive.
In due parole, a sinistra una piantina dello studio, a destra una finestra virtuale nella stanza selezionata.
Il navigatore poteva guardare in qualsiasi direzione, avvicinarsi agli oggetti, insomma sembrava di stare davvero lì.
D. Cosa bisognerebbe fare per aprire una nuova pagina nel mondo della comunicazione?
R. Bisognerebbe migliorare la legislazione in merito.
E' vero la pubblicità deve farti sognare, ma troppo spesso è ingannevole.
D. Nella vita di tutti i giorni quali sono le attività principali che riempiono la sua giornata?
R. Lavoro, lavoro, lavoro. A volte la notte sogno la soluzione che stavo cercando per un cliente, ma mi sveglio amareggiato di non averla ancora realizzata.
D. Ci racconti del suo lavoro presso la ‘Concorsi&concorsi’.
R. Ho un amico a Bari che continua a lavorare per loro, ogni tanto ci incontriamo e mi racconta le ultime "barzellette".
D. Quanto le ha dato e quanto le ha tolto l’essere diventato un professionista nel suo settore?
R. Mi ha dato molto. Sono soddisfatto di essere riuscito a fare quello che volevo senza sottostare a modelli stereotipati come "l'artista sregolato", ma mi ha tolto un pò di tempo e di relax.
D. A cena con Sabrina Ferilli o Elisabetta Canalis?
R. Emanuela Falcetti avrà sicuramente qualcosa di più interessante da dirmi rispetto alla Ferilli e alla Canalis.
D. Cosa le piace dell’ambiente pubblicitario? E che cosa le piace meno?
R. Mi piace lavorare per un'azienda o un prodotto valido, nel quale credo.
Mi piace di meno progettare una campagna per un servizio che già io stesso reputo un inganno.
D. Cambiando argomento: Pietro e la tecnologia. Con il telefonino che rapporto ha?
R. Il miei due cellulari sono accesi circa 4 ore al giorno e non potrebbero esserlo di più, perchè il continuo squillare mi deconcentra.
Il mese scorso ero su un set per uno spot ed ho dovuto mettere il cellulare di un attore in un bicchiere d'acqua.
Dopo una sana risata generale, l'agente dell'attore lo ha messo in conto al cliente.
Trovo irritante chi tiene acceso il cellulare in particolari momenti di concentrazione sul lavoro.
D. Che cosa bisognerebbe fare per cercare di dare una calmata a questo ambiente artistico che spesso appare un pò esagerato? Ha un suggerimento?
R. Sarebbe sufficiente mandare un pò di gente a casa.
D. I suo hobby quali sono?
R. Comincio a temere di non averne più, li ho tutti trasformati in branche del mio lavoro.
Ultimamente sto studiando e seguendo il "machinima", è una nuova tecnica di modificare i videogiochi per realizzare cartoni animati in tempo reale.
D. Se le dico ‘nuove tecnologie’ cosa le viene in mente?
R. Le uniche vere nuove tecnologie che riesco ad immaginare, vanno nella direzione dell'energia. Non servirà a molto inventare i dischi volanti se poi non abbiamo carburante.
D. Qual è la sua scuola di pensiero?
R. Bella domanda! Ho molti maestri ai quali mi rifaccio, ma ti nominerò solo i più importanti: Kubrick, Polansky, e Chaplin per regia e fotografia, mentre per il design il solo e grande Munari.
D. Ha mai lavorato come grafico editoriale?
R. Per fortuna mai! Potrei morire di noia e con me le mie idee.
D. Qual è attualmente il suo spot TV preferito?
R. Ne avrei uno se dessero a Toscani la possibilità di scriverne uno.
La sua ultima campagna meriterebbe delle sovvenzioni per uno spot girato in pellicola.
D. Ha una digitale professionale, una tascabile o le basta la fotocamera del cellulare ?
R. Digitale professionale.
Quando faccio uno scatto, devo essere io l’autore non la fotocamera ed i suoi inutili automatismi.
Quella del cellulare poi, non è una fotocamera, perché non ha obiettivo, ma solo un misero pezzo di plastica. Avete mai provato a stampare la foto del cellulare?
D. Qual è la cosa più importante che ha imparato sul mondo del marketing?
R. Che non si può mai improvvisare, perchè le aziende investono somme importanti e se fai errori grossolani vai a casa.
Non di rado mi capitano clienti delusi da consulenti di basso rango, devo dire che a volte li preferisco, perchè sanno di cosa parlo e perciò apprezzano le nozioni che condivido con loro nella fase iniziale.
D. Progetti futuri?
R. Spostarmi nel tempo, ma temo che per ora rimarrà solo un sogno.
Mi accontenterò di immaginare il futuro.

mercoledì 28 novembre 2007

Fabio Marini, missione manager




Intervista esclusiva realizzata il 28 novembre 2007 da Ilaria Solazzo a Fabio Marini per 'castzine'.



Cercava fin da ragazzo una strada che lo facesse sentire bene con se stesso.
E' l'uomo degli eventi impossibili che riversa nel suo lavoro i suoi impulsi vitali, le sue inquietudini ed il suo coraggio.
Pacato, maturo ed ottimista è sempre attento ai piccoli bisogni dei suoi numerosi amici e clienti VIP.
Creativo, con una vena classica, adora le novità che considera sorgenti di vita e di giovinezza.




D. La sua agenzia di cosa si occupa?
R. La mia agenzia si occupa di spettacolo e di cinema.
Svolgo l'attività di agenzia artistica e management artisti.
Produco spettacoli, eventi e concerti.
Offro servizi di consulenza e supporto organizzativo.
Io ed il mio team siamo anche specializzati nella fornitura di testimonial per eventi e fiere e da qualche anno abbiamo allargato l'attività anche alle consulenze cinematografiche, televisive e pubblicitarie.
D. Quando è nata in lei la voglia di occuparsi di spettacolo?
R. Già da bimbo, perché ricordo che seguivo con particolare interesse il mondo dello spettacolo.
Da adolescente iniziai ad organizzare nella mia regione varie manifestazioni.
D. Con chi collabora?
R. Le collaborazioni sono provvisorie, riferite ad un determinato periodo.
Adesso ad esempio sto collaborando con Rai fiction per un grosso progetto.
D. Quali produzioni ha curato?
R. Ho curato diverse produzioni sia teatrali che musicali.
Nei teatri ho portato Beppe Grillo, Sconsolata, Giobbe Covatta, Enrico
Brignano, Gianfranco D'Angelo, Tullio Solenghi, Max Tortora, Giovanni Cacioppo e tanti altri.
Non li ricordo tutti, perché sono oltre 10 anni che faccio questo mestiere.
Come produzioni musicali ho organizzato davvero tanti concerti: Biagio
Antonacci, Gloria Gaynor, Paolo Meneguzzi, Le Vibrazioni, Zero Assoluto,
AlBano, Anna Tatangelo, Enrico Ruggeri, Amedeo Minghi, Nino D'Angelo, Fausto
Leali, Sud Sound Sistem ecc...sono davvero tanti è impossibile ricordarli tutti.
D. Di quale VIP cura il management?
R. Ormai non esiste più il management in esclusiva, il mercato è cambiato.
Adesso si lavora bene con le collaborazioni dirette.
Io lavoro con tanti artisti senza averne l'esclusiva, continuando a seguire da vicino Stefano Masciarelli che adesso è impegnato nei teatri italiani con "La febbre del sabato sera".
D. Come e quando è nata la sua amicizia con il cantante Albano Carrisi?
R. E' iniziata 4 anni fa, quando abbiamo lavorato insieme per i suoi concerti in Puglia.
Albano è unico, è un grande uomo e un grande artista.
D. Tra gli spettacoli teatrali a cui ha assistito quale l'è piaciuto di più? Perchè?
R. Io adoro gli spettacoli comici e brillanti.
Tra gli ultimi che ho visto qualche sera fa a Brindisi ‘Ficarra e Picone’, ma credo che lo spettacolo teatrale più bello sia stato quello che ho prodotto io cinque anni fa, si chiamava "Lucio Battisti ... nel cuore nell'anima" era un omaggio teatrale dedicato a Lucio Battisti, presentava la mia amica Melba Ruffo di Calabria,
l'orchestra dal vivo eseguiva tutti i brani di Battisti con grandissimi ospiti legati alla vita del cantante e non...tra questi vi erano Tony Dallara, Rita Forte, Gatto Panceri, etc.
D. Per quali film è stato incaricato di scegliere le locations?
R. Ho scelto le location e curato l'organizzazione in Puglia per il film 'La
terra' di Sergio Rubini e 'Manuela D'amore 2' di Giovanni Veronesi, ma anche per
pubblicità come accadde per lo spot mondiale 'Mastercard 2007' e per il catalogo
'Oviesse 2007'.
D. Quanti concerti ha organizzato sino ad oggi?
R. Difficile domanda. Non ricordo, perché sono tanti, credo più di 400.
D. Cosa non sopporta della sua professione? Cosa ama?
R. Non sopporto i problemi legati al riconoscimento economico, perché spesso
si fa fatica a prendere i soldi. Amo tutto il resto.
D. Progetti per il 2008?
R. Ho diversi progetti, alcuni già in fase di realizzazione.
Il più importante le riprese della fiction di punta di Raiuno che dovrebbe
girarsi nella nostra regione, ma anche teatro ed eventi.
Sto lavorando per portare a Brindisi una data della tournee teatrale del mio amico Gianfranco D'angelo che si chiama "Indovina chi viene a cena" con Ivana Monti e Lidia Cocciolo.

lunedì 26 novembre 2007

Giustolisi Massimo, un attore tutto d´oro





Intervista esclusiva realizzata il 26 novembre 2007 da Ilaria Solazzo a Massimo Giustolisi per `castzine’.




Ha 28 anni, è originario di Catania ed è un artista che ha lavorato con Leo Gullotta, Alessandro Haber, Giulio Brogi...e Galatea Ranzi.
E' stato `Il principe azzurro´ nella "Cenerentola" di Perrault,`Ippolito´ne "L´amore di Fedra" di Sarah Kane...e non solo.



D. Qual è stata la sua prima esperienza artistica?
R. Uno spettacolo teatrale con la regia di un grande attore, Gianluca Enria. Avevo solo 15 anni.
D. Quando ha capito che nella vita voleva fare l´attore?
R. Credo da sempre. Avrò avuto tre anni!
D. Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel mondo dello spettacolo sino ad oggi?
R. Le difficoltà sono un po' quelle di tutti... la precarietà di questo mestiere.
Oggi sei scritturato, domani non sai se potrai pagare l'affitto.
Per fortuna, fino ad adesso mi è andata bene.
D. In questi anni di tournèe si sente cambiato più dentro o più fuori?
R. La tournée sconvolge molto il bioritmo, anche se io non mi sento molto cambiato.
Ammetto che stare fuori casa per molto tempo, oltre a modificare le tue abitudini, ti porta naturalmente a fortificarti, perchè devi contare solo su di te.
D. Che tipo di personaggio le piace interpretare?
R. Io adoro interpretare personaggi sempre diversi che spesso si discostino molto da me.
E' una sfida sempre nuova.
D. A chi si ispira quando recita? Perché?
R. Non mi ispiro a nessuno.
Dai grandi attori con cui ho lavorato ho cercato di assorbire come una spugna tutto ciò che mi hanno dato di buono per poi farlo assolutamente mio.
D. Preferisce essere apprezzato per carattere, semplicità o fisico?
R. La semplicità fa parte del mio carattere e sono contento se mi venga riconosciuto qualche pregio, ma i complimenti per l'aspetto fisico mi fanno sempre molto piacere.
D. Determinazione, fortuna e raccomandazione, qual è secondo lei la più importante per emergere in ambito artistico?
R. Indubbiamente una bella ricetta di tutti e tre gli ingredienti, formerebbe un mix imbattibile.
Con queste dosi: due terzi di determinazione il resto diviso tra fortuna e una buona parola da parte di chi ti apprezza come artista e ti propone...La raccomandazione immotivata non la sopporto, anche se ammetto che spesso se ne fa largo uso.
D. A lei è mai capitato di avere momenti critici in cui ha detto: "Da domani cambio professione , con il teatro ho chiuso"?
R. Sì, ma poi mi sono detto: ‘E poi che mi metto a fare?’.
Sono solo momenti che poi passano, perché basta solo rimboccarsi le maniche.
D. Qual è la cosa che le piace di più del suo lavoro?
R. E' l'assoluta assenza di una routine.
Questo lavoro trasforma continuamente la tua vita e io che sono in continua evoluzione ne subisco tutto il fascino.
Inoltre ogni personaggio mi arricchisce e mi aiuta a scoprire parti di me, inesplorate.
D. Cosa cambierebbe volentieri?
R. Del mestiere dell'attore cambierei volentieri l'aspetto fiscale, la burocrazia.
Mi piacerebbe che ci fosse una vera regolamentazione che gestisca e protegga la categoria.
D. Se dovesse dirigere un musical, chi sono gli attori che vorrebbe nel suo cast? Per quale motivo?
R. Mi viene subito in mente Lorella Cuccarini... a mio parere è la più grande performer del teatro musicale italiano.
Ho avuto modo di apprezzarla in teatro e ne sono rimasto colpito dal talento, dalla professionalità e dal carisma.
Ma ce ne sono moltissimi.
Penso al grande Massimo Ranieri, o ancora a Maria Laura Baccarini, Renata Fusco... tutti straordinari professionisti.
D. Ci anticipi i suoi impegni futuri.
R. La tourneè di "Marianna Ucria" con Mariella Lo Giudice e poi gli spettacoli della mia compagnia "Buio in sala" al teatro Tezzano di Catania e in tournèe con lo spettacolo "L'importanza di chiamarsi Ernesto" con la mia regia e di Giuseppe Bisicchia.
Poi in primavera altre due nuove produzioni.
Adesso che ci penso, mi sa che mi servirà tanta fortuna, anche se a teatro l'augurio è diverso, ma lo potete immaginare, no?